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	<title>ParlamiDiCase &#187; Comprare casa</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Vista dall&#8217;alto</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 15:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
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		<description><![CDATA[
Durante il Salone si sono potuti visitare una parte dei cantieri delle nuove residenze Porta Nuova a Milano. Un  progetto ambizioso e di grande respiro&#8230; quasi mozzafiato! Migliaia  di metri cubi costruiti in verticale con prestigiose firme  dell&#8217;architettura italiana e internazionale. Un investimento sia di  immagine che di denaro che da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/04/IMG_0141_2_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3943" title="IMG_0141_2_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/04/IMG_0141_2_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/04/IMG_0143_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3944" title="IMG_0143_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/04/IMG_0143_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Durante il Salone si sono potuti visitare una parte dei cantieri delle nuove residenze Porta Nuova a Milano. Un  progetto ambizioso e di grande respiro&#8230; quasi mozzafiato! Migliaia  di metri cubi costruiti in verticale con prestigiose firme  dell&#8217;architettura italiana e internazionale. Un investimento sia di  immagine che di denaro che da molto non si vedeva a Milano.<span id="more-3942"></span></p>
<p>Le  case alte, i giardini, (anche verticali!) i servizi, le case costruite  secondo i canoni della bioarchitettura, i consumi ridotti; ma una  visitatrice che era insieme a noi nel giro panoramico ha chiesto: &#8220;ma ci  sono anche gli asili e le scuole materne ????&#8221;  Ahimè no, qui casca  l&#8217;asino.</p>
<p><em>Alessandra Laudati</em></p>
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		<title>Vendita speciale Poltrona Frau Group</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 15:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si evince dalla locandina, da domani 4 marzo a domenica 6 ci sarà una vendita speciale del Gruppo Poltrona Frau, con divani, poltrone, letti, tavoli, sedie, armadi, lampade e accessori. Tutti rientrati da vetrine e articoli fuori collezione.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/03/php30uuPUAM.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3402" title="php30uuPUAM" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/03/php30uuPUAM.jpg" alt="" width="500" height="496" /></a>Come si evince dalla locandina, da domani 4 marzo a domenica 6 ci sarà una vendita speciale del Gruppo Poltrona Frau, con divani, poltrone, letti, tavoli, sedie, armadi, lampade e accessori. Tutti rientrati da vetrine e articoli fuori collezione.</p>
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		<title>100 cascine per l’Expo</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jan 2011 08:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
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		<description><![CDATA[
Un programma concreto, con l’obiettivo di riqualificare fabbricati rurali in stato di abbandono trasformandoli in strutture ricettive per ospitare le delegazioni dei partecipanti all’Expo 2015; più a lungo termine l’idea è quella di far tornare a vivere antichi distretti agricoli, parte integrante della storia e del paesaggio italiano.
Il comitato promotore dell’iniziativa (www.100cascine.it) ha finora individuato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman'} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 14.0px 'Times New Roman'; min-height: 16.0px} --><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/01/cascina-3_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3005" title="cascina 3_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/01/cascina-3_opt.jpg" alt="" width="400" height="302" /></a></p>
<p>Un programma concreto, con l’obiettivo di riqualificare fabbricati rurali in stato di abbandono trasformandoli in strutture ricettive per ospitare le delegazioni dei partecipanti all’Expo 2015; più a lungo termine l’idea è quella di far tornare a vivere antichi distretti agricoli, parte integrante della storia e del paesaggio italiano.<span id="more-3004"></span></p>
<p>Il comitato promotore dell’iniziativa (<a href="http://www.100cascine.it">www.100cascine.it</a>) ha finora individuato oltre un centinaio di progetti: ai proprietari degli immobili verrà fornito il supporto necessario a ottenere i finanziamenti per avviare il recupero, e anche la consulenza normativa e attuativa. Il piano si concentra soprattutto sul territorio della Lombardia, dove ci sono circa 90.000 cascine, molte in condizioni di degrado o comunque non più abitabili.</p>
<p>Eppure, fino a pochi decenni fa, erano i nuclei intorno a cui ruotava l’economia di tante famiglie: il graduale spostamento degli interessi economici e della popolazione verso le grandi città ha cambiato la fisionomia dei luoghi, svuotati poco a poco delle originarie prerogative. La proposta lanciata per l’Expo potrebbe rappresentare un esempio da seguire.</p>
<p>Non che si possa invertire la tendenza ai trasferimenti dalla campagna verso le metropoli ma… si parla sempre di rilanciare il settore edilizio in crisi incentivando la realizzazione di nuove case; un’altra strada percorribile è quella di valorizzare l’immenso patrimonio esistente, spingendo le imprese a investire in interventi di ristrutturazione (anche piccoli) per creare nuove opportunità di lavoro.</p>
<p><em>Eleonora Poli</em></p>
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		<title>Comprare casa sulla carta</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 09:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
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Sul Corriere della Sera Milano di qualche giorno fa si parlava delle tutele che la legge italiana prevede per gli acquirenti di immobili direttamente dal costruttore, gli appartamenti sulla carta. Roberto Anedda di Mutuionline spiega che il decreto legislativo n. 122 del 2005 garantisce precise garanzie per chi acquista.
Anzitutto, il costruttore è tenuto a rilasciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px 'Times New Roman'} --><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/casa-notaio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2965" title="casa-notaio" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/casa-notaio.jpg" alt="" width="340" height="340" /></a></p>
<p>Sul Corriere della Sera Milano di qualche giorno fa si parlava delle tutele che la legge italiana prevede per gli acquirenti di immobili direttamente dal costruttore, gli appartamenti sulla carta. Roberto Anedda di <a href="http://www.mutuionline.it" target="_blank">Mutuionline</a> spiega che il decreto legislativo n. 122 del 2005 garantisce precise garanzie per chi acquista.<span id="more-2964"></span></p>
<p>Anzitutto, il costruttore è tenuto a rilasciare una fideiussione di importo pari alla somma che ha riscosso e riscuoterà a termini di contratto. Questo significa che, in caso di difficoltà, fallimento, liquidazione o pignoramento, chi vende è obbligato a restituire tutto con i dovuti interessi legali.</p>
<p>In secondo luogo, il costruttore è obbligato a contrarre una polizza assicurativa decennale a beneficio dell’acquirente, in caso di danni materiali all’immobile anche da terzi. Si possono trovare informazioni più dettagliate sul sito della Concessionaria servizi assicurativi pubblici <a href="http://www.consap.it" target="_blank">Consap</a>.</p>
<p><em>Jacopo Cirillo</em></p>
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		<title>Parliamo di case</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 14:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[City Life]]></category>
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		<description><![CDATA[
Parliamo di case. Sì, proprio di case&#8230; In questi giorni mi è arrivato  a casa un delizioso pacchetto, bella grafica penso, apro la lettera che lo accompagna ed è direttamente indirizzata a me.
Gentile Signora Congiu,
Le scrivo per parlarle di City Life.
Osservo meglio: catalogo rilegato, rivestito in tessuto nero con timbro a secco sulla copertina per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/10/citylife_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2770" title="citylife_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/10/citylife_opt.jpg" alt="" width="450" height="242" /></a></p>
<p>Parliamo di case. Sì, proprio di case&#8230; In questi giorni mi è arrivato  a casa un delizioso pacchetto, bella grafica penso, apro la lettera che lo accompagna ed è direttamente indirizzata a me.</p>
<p><em>Gentile Signora Congiu,<br />
Le scrivo per parlarle di City Life.<span id="more-2769"></span></em></p>
<p>Osservo meglio: catalogo rilegato, rivestito in tessuto nero con timbro a secco sulla copertina per l’appunto <a href="http://www.city-life.it/it/" target="_blank">City Life </a>(chissà quanto è costato stampare il catalogo).  All’interno tutte le proposte abitative di questo nuovo quartiere super super (“ma cosè questa crisi…lallalalallla!” ripetere 2 volte) residenziale. Che ovviamente punta tutto sulla qualità del vivere.<br />
Ma continuo a leggere:</p>
<p><em>City Life  è il nuovo quartiere che sta sorgendo sull’area della ex fiera campionaria a Milano. E’ un progetto promosso dai tre più importanti gruppi assicurativi -- Generali,Allianz e Fondiaria-Sai -- che grazie all’importanza e solidità dei propri azionisti , hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per la totalità delle opere previste&#8230; e bla bla e bla blae bla… e poi sistemi domotici… e poi pannelli fotovoltaici… riciclo dell’acqua per l’irrigazione… e bla e bla… ma anche videosorveglianza e SISTEMI di ACCESSO SELETTIVO (aiutooo???).</em></p>
<p>Ahia!! Non so perché comincio a sentire un certo fastidio, e soprattutto mi riaffiorano ricordi di tempi passati , quando l’oro era paragonato al mattone… Grandi architetti di fama internazionale seguono il progetto: Zaha Hadid e Daniel Libeskind. Niente da eccepire, non ho niente contro gli architetti, dipende dai gusti ma sono certa si faranno onore e daranno pregio alla nostra città che è alla vigilia dell’Expò (sperando chiudano tutti i cantieri in corso e si ricordino anche delle periferie).</p>
<p>La lettera continua invitandomi a visitare i cantieri e il tono mi ricorda moltissimo le lettere di propaganda elettorale che riceviamo per le elezioni. Sfoglio il catalogo e scopro che si parla di 190mila mq. in un’area  che sarà di verde infinito , intorno alle dimore sorgerà un parco,  (attenzione: privato e sorvegliato 24 h su 24) e che il progetto vanta un nuovo modo “ di vivere” a Milano e sennò perché chiamarlo Life… sempre per darvi più elementi possibili il claim o banalmente slogan recita:</p>
<p><em>Vivere nella luce… vivere nella natura&#8230; vivere in tranquillità… vivere senza traffico… vivere con la tecnologia amica… vivere con la bellezza.<br />
</em>Mentre mi chiedevo perché  mai è stato inviato proprio a me (non ho assolutamente potenziale di acquisto di una residenza tale), e  in genere anche per molto meno, si fanno indagini di mercato mirate all’identificazione  più precisa del cliente finale, scopro parlandone in giro che l’hanno ricevuto anche un mio amico operaio, una mia amica insegnante precaria… e allora???  Com’è che funziona? Cosa c’è dietro a questo spreco di cataloghi e false potenzialità?</p>
<p>Mi piacerebbe e vi invito a farlo, sapere in quanti inadeguati l’hanno ricevuto e cosa ne pensate… e detto fra noi non è carino né serio sentirsi prendere in giro in questo modo!!! E solleticare la rabbia che la situazione alloggi a Milano fa salire alla gente normale.</p>
<p><em>Anna Congiu<br />
</em></p>
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		<title>Tante case, ma non per tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[immobili]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[(credit foto: Legambiente Molise)
Contraddizioni evidenti anche solo nei numeri. Negli ultimi 15 anni in Italia sono state costruite 4 milioni di abitazioni, ma ne sono rimaste vuote oltre un milione, inutilizzabili da chi ne avrebbe bisogno perché hanno costi troppo alti. Legambiente ha pubblicato la scorsa settimana un dossier che fa il punto sul consumo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/07/phpmGnmBNAM1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2558" title="phpmGnmBNAM" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/07/phpmGnmBNAM1.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a><em>(credit foto: </em><a href="http://www.legambientemolise.eu/" target="_blank"><em>Legambiente Molise</em></a><em>)</em></p>
<p>Contraddizioni evidenti anche solo nei numeri. Negli ultimi 15 anni in Italia sono state costruite 4 milioni di abitazioni, ma ne sono rimaste vuote oltre un milione, inutilizzabili da chi ne avrebbe bisogno perché hanno costi troppo alti. <a href="http://www.legambiente.it" target="_blank">Legambiente</a> ha pubblicato la scorsa settimana un dossier che fa il punto sul consumo del suolo nelle diverse regioni: dai dati emerge il quadro di un settore edilizio che procede per conto proprio, senza rispondere all’effettiva domanda di case da abitare.<span id="more-2556"></span></p>
<p>Il boom delle costruzioni, che ha toccato il picco nel 2005 (considerando nuovi edifici, ampliamenti e anche gli abusi condonati), non ha portato i vantaggi sperati; ha provocato però uno sfruttamento indiscriminato delle risorse e danni paesaggistici incalcolabili. Tonnellate di metri cubi di cemento, ma a beneficio di chi? Qualcosa non ha funzionato, denuncia Legambiente. Ora la crisi economica ha fatto chiudere in breve tempo migliaia di imprese edili; e intanto molte famiglie continuano a non potersi permettere né di acquistare né di affittare.</p>
<p>Ci sono sfrattati e appartamenti vuoti. Non è bastata la semplificazione delle procedure prevista dalle più recenti normative per avviare un nuovo corso, anzi&#8230; Questa “deregulation” rischia di compromettere qualità e sicurezza. La soluzione proposta? Investire sul recupero degli immobili già esistenti potrebbe ridare lavoro a chi l’ha perso e riqualificare aree degradate, soprattutto quelle a rischio idrogeologico e sismico.</p>
<p><em>Eleonora Poli</em></p>
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		</item>
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		<title>Comprare casa a New York part. 3</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 09:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
		<category><![CDATA[appartamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Manhattan]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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		<description><![CDATA[(immagini loft via Ideare-Casa)
Le domande sono state varie e non sempre scontate.
Hai un animale di compagnia?
Ami organizzare feste e ritrovi rumorosi?
Suoni uno strumento musicale?
Ma anche
questo acquisto è per te un semplice investimento che vorrai monetizzare a breve?
Sei a conoscenza della regola che vieta agli inquilini di sub-affittare il proprio appartamento per almeno un anno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_03-540x404.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-913" title="sunset_loft_0810_03-540x404" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_03-540x404.jpg" alt="" width="486" height="364" /></a><span style="font-family: georgia, 'Lucida Grande', Verdana, Arial, sans-serif; line-height: 18px; color: #333333;"><em>(immagini loft via </em><a style="color: #0066cc; text-decoration: none;" href="http://www.ideare-casa.com/un-moderno-loft-da-sogno-in-new-york/" target="_blank"><em>Ideare-Casa</em></a><em>)</em></span></p>
<p>Le domande sono state varie e non sempre scontate.</p>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>Hai un animale di compagnia?</li>
<li>Ami organizzare feste e ritrovi rumorosi?</li>
<li>Suoni uno strumento musicale?</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">Ma anche</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>questo acquisto è per te un semplice investimento che vorrai monetizzare a breve?</li>
<li>Sei a conoscenza della regola che vieta agli inquilini di sub-affittare il proprio appartamento per almeno un anno e li obbliga o sottoporre l’eventuale sub-inquilino ad approvazione del consiglio?</li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste">E poi</div>
<div id="_mcePaste">
<ul>
<li>che abitudini abitative ha la tua famiglia in Italia? -- Non capisco - In questo Paese la gente si sposta di continuo. La nostra co-op vorrebbe evitare il più possibile continui traslochi e nuovi inquilini, quindi vogliamo sapere quanto tu e la tua famiglia siate abituati a cambiare residenza.<span id="more-845"></span></li>
</ul>
</div>
<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-914" title="sunset_loft_0810_01" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_011-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" /></a>Memorabile la loro espressione quando mi hanno sentito dire che la mia famiglia non si muoveva da Como da qualche secolo.</div>
<div id="_mcePaste">E poi domande sui parenti, sui miei hobbies, sui miei amici di New York e sul mio lavoro. Prima del colloquio avevo dovuto depositare prove cartacee (bancarie e non) della mia solvibilità. Questo perché la preoccupazione principale a New York è che tutti gli inquilini paghino le spese di condominio e non diano problemi. Ho saputo di essere stato accettato qualche giorno dopo.</div>
<div id="_mcePaste">Tutte le procedure formali di passaggio di proprietà si sono svolte con una semplicità assoluta: non esiste la figura del notaio. Il lavoro viene svolto da un avvocato che si occupa di tutto per un compenso davvero contenuto. Entrambi i brokers vengono pagati da chi vende. Insomma, tutto è andato liscio ed è stato più facile di quanto uno si potesse aspettare.</div>
<p>Ora ho il mio appartamento a New York, ci vado di media una volta al mese. Amo il West Village, la sua architettura, i suoi negozi e i suoi abitanti un po’ strambi. I miei inquilini sono in massima parte gentili ma a New York si vive con le mille fobie di una metropoli sterminata e bisogna capire anche chi non ti sorride tutti i giorni o non ti saluta. Del resto, siamo certi che nel Bel Paese la gente sia così aperta e cortese? Mah…</p>
<p><em>Massimo Moltrasio</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/comprare-casa/comprare-casa-a-new-york-part-3/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Comprare casa a New York part. 2</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 10:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
		<category><![CDATA[appartamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Manhatta]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Village]]></category>
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		<description><![CDATA[(immagini loft via Ideare-Casa)
Sul taxi, Josh mi confessa imbarazzato che si tratta di una co-op. Mi arrabbio, “non voglio comprare in una co-op!”, ma lui insiste con un refrain che sembra una canzone d’amore di Nina Simone: “wait ‘til you see it”. L’edificio è in una via incantevole nella parte più vecchia e intricata del Village. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-893" title="sunset_loft_0810_02" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_02.jpg" alt="" width="513" height="384" /></a><em>(immagini loft via </em><a href="http://www.ideare-casa.com/un-moderno-loft-da-sogno-in-new-york/" target="_blank"><em>Ideare-Casa</em></a><em>)</em></div>
<p>Sul taxi, Josh mi confessa imbarazzato che si tratta di una <em>co-op</em>. Mi arrabbio, “non voglio comprare in una <em>co-op</em>!”, ma lui insiste con un refrain che sembra una canzone d’amore di Nina Simone: “wait ‘til you see it”. L’edificio è in una via incantevole nella parte più vecchia e intricata del Village. Bella architettura anni ’20 e sei piani. Alto per quella zona di Manhattan, da tempo protetta in quanto storica ed omogenea nella sua conformazione pre-grattacieli, con townhouses del 1800 e piccoli condomini dei primi ‘900. L’appartamento è all’ultimo piano,esposto a sud e di conseguenza invaso dalla luce, non avendo nulla davanti la vista spazia fino a Tribeca e Wall Street.<span id="more-843"></span></p>
<p>Mi piace subito, anche se rimango freddo per via della questione co-op. La <em>broker</em> dei proprietari è simpatica e alla mano. Mi porta in giro per l’appartamento come se si trattasse di un enorme loft e non di un bilocale di 80 metri quadri. I newyorkesi hanno alcune fisime per quanto riguarda gli immobili e ci sono elementi cui noi daremmo un’importanza relativa che per loro sono enormemente primari: la luce (la maggioranza degli appartamenti di New York sono bui), la cucina (tradizionalmente in città non si cucinava,mentre oggi le cucine sono diventate elemento fondamentale della casa), armadi e ripostigli (non esistendo, o quasi, cantine e garages, tutto viene stivato negli appartamenti e lo spazio è fondamentale), il camino (romantico e di grande prestigio).</p>
<p>Quell’appartamento le aveva tutte. Non ho potuto che cadere sotto i colpi del marketing della signora <em>broker</em>, dei sorrisi incoraggianti del mio amico Josh e dell’indubbio charme di quella che un nostro agente immobiliare avrebbe definito “una situazione unica in un contesto di grande classe”. Rimaneva la questione <em>co-op</em>. Josh mi ha fatto un lavaggio del cervello sui punti positivi del comprare in una <em>co-op</em>.</p>
<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-894" title="sunset_loft_0810_04" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/sunset_loft_0810_04-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Le regole sono indubbiamente un aumento di complessità ma aggiungono anche valore all’immobile, perché valgono per tutti e impediscono tantissimi dissidi e problematiche che sono all’ordine del giorno in condomini composti da proprietari non vincolati a niente o quasi, e possono sub-affittare, vendere o prestare gli appartamenti a chi gli pare. Un altro elemento fondamentale a farmi decidere per l’acquisto è stato il fatto che ogni <em>co-op</em> è un mondo a se stante, con regole più o meno rigide e invasive. Questo dipende molto dalla zona in cui la <em>co-op</em> si trova. Il Village è tradizionalmente una zona molto aperta e liberale,e difficilmente i regolamenti sono asfissianti o assurdi come invece spesso succede Uptown.</div>
<p>Mi sono convinto e ho fatto l’offerta, sapendo che comunque avrei dovuto passare attraverso la temibile intervista del Consiglio una volta che fosse stata accettata. La risposta è arrivata subito ed era un sì. L’intervista è stata organizzata a distanza di un paio di settimane e devo dire che mi preoccupava come un esame di maturità. Se il consiglio decide che non sei un inquilino desiderabile non ci sono santi né per te, né per chi vende: l’operazione non può chiudersi. Sono andato all’appuntamento accompagnato da Josh che ha mormorato consigli e raccomandazioni fin sulla porta. Nella sala riunioni dell’amministratore sedevano 16 persone anziché le 9 componenti del consiglio. Alcuni inquilini avevano voluto essere presenti per pura curiosità. Chi sarà questo italiano che vuol comprare un appartamento a New York?</p>
<p>(Continua&#8230;)</p>
<p><em>Massimo Moltrasio</em></p>
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		<title>Comprare casa a New York part. 1</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comprare casa]]></category>
		<category><![CDATA[appartamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Manhattan]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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Per un anno avevo tenuto gli occhi aperti, pensando che se mi si fosse presentata l’occasione giusta avrei comprato un appartamento a Manhattan. Fin dal primo soggiorno a New York con i miei genitori, avevo sentito che quello era il mio posto, la mia città d’elezione. Avevo sentito che il destino mi avrebbe legato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/NY7_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-861" title="NY7_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/NY7_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></div>
<p>Per un anno avevo tenuto gli occhi aperti, pensando che se mi si fosse presentata l’occasione giusta avrei comprato un appartamento a Manhattan. Fin dal primo soggiorno a New York con i miei genitori, avevo sentito che quello era il mio posto, la mia città d’elezione. Avevo sentito che il destino mi avrebbe legato a lei, in un modo o nell’altro. In età adulta, ogni viaggio di lavoro comportava una gioia indescrivibile che esprimevo camminando il più possibile per respirare New York, per conoscerla, per sentirla. All’alba del quarant’anni, mi ero permesso di sognare una base tutta mia.<span id="more-840"></span></p>
<p>Come prima cosa ho scoperto che tutto passa attraverso i <em>brokers</em>, i nostri immobiliaristi, ma negli Stati Uniti ce ne sono due: uno per chi compra e uno per chi vende. Fortunatamente un mio carissimo amico fa proprio quel mestiere, e così ha cominciato a trascinarmi a <em>open houses</em>, visite “guidate” ad appartamenti in vendita.</p>
<div id="_mcePaste">Il concetto di <em>open house</em> è interessante. Il <em>broker</em> del vendente prepara la casa nel miglior modo possibile, arrivando anche a riempirla di fiori, ad accendere il camino se presente, a rinfrescarla con essenze e a scaldarla con candele e accessori decorativi. Tu arrivi e la guardi con una descrizione dettagliata dei pro da parte di un <em>broker</em> e dei contro (nell’orecchio) da parte dell’altro.</div>
<div id="_mcePaste">Prima del <em>crash</em> finanziario del 2009, l’atteggiamento di chi vendeva era assolutamente distante e poco interessato al dibattito e men che meno alla trattativa. Ti dicevano le loro cose, ti mettevano in mano una scheda riassuntiva dell’appartamento e ti salutavano. Quel paio di volte che avevo espresso un timido interesse e chiesto se si poteva discutere il  prezzo, avevo causato un sorriso di commiserazione dell’agente di vendita e imbarazzo nel mio amico Josh. E che cavolo, mi dicevo, perché devono fare così i sostenuti?</div>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/NY3_opt.jpg"><img class="size-full wp-image-862 alignleft" title="NY3_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/NY3_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Intanto, negli Stati Uniti, e in particolare a New York, le unità immobiliari si distinguono in <em>Condominiums</em> (condos) e <em>Co-operatives</em> (co-ops). Il primo tipo funziona come da noi: tu compri e l’appartamento è tuo senza particolari trafile. Le <em>co-ops</em>, invece, sono vere e proprie cooperative di proprietari che possiedono <em>shares</em> (quote) dell’edificio, corrispondenti alle diverse unità abitative. Per comprare un appartamento in una <em>co-op</em> è necessario essere “approvati” dal consiglio dell’edificio attraverso un’intervista e accettarne le regole dello statuto.</p>
<div id="_mcePaste">Da italiano, mi sembrava inaccettabile questo sistema che prevede una specie di esame preventivo e che, oltre a stabilire usi e costumi dell’acquirente, tende a verificarne la stabilità economica per non aver sorprese con la suddivisione delle spese di condominio e lavori imprevisti da eseguire. Josh insisteva che per quello che cercavo io (appartamento bi o trilocale in edificio storico) dovevo assolutamente accettare di considerare anche la soluzione co-op, abbandonando l’atteggiamento di chiusura totale che avevo avuto fino a quel momento. Tra l’altro, a Manhattan c’è una preponderanza di cooperative su condomini, soprattutto nelle zone più appetibili della città, sicché… Io comunque non ci sentivo e continuavo ad escludere le cooperative, con risultati poco incoraggianti, perché gli appartamenti in condo che andavo a visitare erano tutti in costruzione o recentissimi, e mancavano di quel fascino “pre-war” che cercavo.</div>
<p>Ogni volta che capitavo a NY per lavoro, Josh mi trascinava ai quattro angoli della città nei miei ritagli di tempo. L’ultima visita, un appartamento in un nuovissimo e slanciatissimo grattacielo in zona Lafayette street (appena a est di Soho) mi aveva addirittura depresso. Broker antagonista odioso e gasato, celebrazione fuori misura di cucina, porte e bagno “made in Italy”, prezzo fuori dal mondo e zero possibilità di trattare. Quando ormai, tornato in Italia, pensavo che forse non era destino, il mio amico Josh mi chiama eccitatissimo per parlarmi di un appartamento assolutamente adatto a me nel West Village. “Devi venire subito!”. E io prendo l’aereo e vado a vedere, incuriosito.</p>
<p>(Continua&#8230;)</p>
<p><em>Massimo Moltrasio</em></p>
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