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	<title>ParlamiDiCase &#187; News</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Contro il pm10, un Capodanno senza botti</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 21:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Ci si pensa poco, eppure anche fuochi d&#8217;artificio e petardi contribuiscono a inquinare le città facendo aumentare, con i fumi prodotti, il livello delle polveri sottili. Così a Milano, dove la situazione è già critica, i botti sono stati quest’anno vietati da un&#8217;ordinanza comunale: il provvedimento, che rientra nelle misure antismog in vigore dallo scorso ottobre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/fuochibassa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4512" title="fuochibassa" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/fuochibassa.jpg" alt="" width="327" height="450" /></a></p>
<p>Ci si pensa poco, eppure anche fuochi d&#8217;artificio e petardi contribuiscono a inquinare le città facendo aumentare, con i fumi prodotti, il livello delle polveri sottili. Così a Milano, dove la situazione è già critica, i botti sono stati quest’anno vietati da un&#8217;ordinanza comunale: il provvedimento, che rientra nelle misure antismog in vigore dallo scorso ottobre, è scattato dopo che il pm10 ha superato per sette giorni consecutivi il limite di 50 microgrammi per metro cubo. <span id="more-4511"></span>Ma una notte all&#8217;anno farà la differenza, ne vale davvero la pena, si respirerà aria più pulita? Come per le domeniche senz&#8217;auto, ci sono anche qui gli entusiasti e gli scettici. Intanto però l&#8217;amministrazione non fa passi indietro e invita i milanesi a trovare altri modi per festeggiare. Prevedendo anche multe da 50 euro in su per chi non vorrà assolutamente rinunciare alla tradizione.</p>
<p>Milano non è sola, comunque. A Venezia, Bari, Torino, Palermo e in altri centri più piccoli da Nord a Sud – più di 800 in totale -- il Capodanno dovrebbe essere silenzioso e tranquillo; un po&#8217; più buio, ma in compenso più sicuro. La motivazione principale del divieto non è solo quella di limitare le emissioni nocive. I giochi pirotecnici, di qualsiasi tipo, sono infatti anche pericolosi per le persone, e non soltanto quelli illegali che vengono puntualmente sequestrati; inoltre come hanno più volte ribadito le numerose associazioni animaliste, spaventano con rumori e bagliori improvvisi gli animali, i cani e gatti di casa.</p>
<p>Addio per sempre ai botti quindi? Non è detto, perché c&#8217;è già chi sta studiando come realizzarne nuovi tipi a basso impatto ambientale, meno rumorosi e meno dannosi.</p>
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		<title>E-commerce di alto livello</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[
Sono andata alla presentazione alla stampa di una iniziativa interessante e innovativa anche per il consumatore che vuole intercettare design di qualità in rete. Si tratta di DEClub The Design Outlet, un progetto pilota per supportare la distribuzione dell&#8217;arredo e sostenerlo con brand di riferimento.
Cito e traduco: pensavate che fosse impossibile trovare qualche occasione garantita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/File-1_opt1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4478" title="File 1_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/File-1_opt1.jpg" alt="" width="450" height="309" /></a><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/File-1_opt.jpg"><br />
</a><span class="Apple-style-span" style="color: #000000;">Sono andata alla presentazione alla stampa di una iniziativa interessante e innovativa anche per il consumatore che vuole intercettare design di qualità in rete. Si tratta di </span>DEClub The Design Outlet<span class="Apple-style-span" style="color: #000000;">, un progetto pilota per supportare la distribuzione dell&#8217;arredo e sostenerlo con brand di riferimento.</span></p>
<p><span id="more-4476"></span></p>
<p>Cito e traduco: pensavate che fosse impossibile trovare qualche occasione garantita da un negozio serio a prezzi vantaggiosi? Ci hanno pensato un gruppo di marchi apripista e prestigiosi a rompere il ghiaccio.</p>
<p>Agape, B6B italia, Boffi, Cappellini, Cassina, dada; maxalto, Molteni &amp;C , poltrona Frau sono i protagonisti di questa cordata che vede Jakala eBusiness, società di consulenza  nota per avere sdoganato il concetto di e-commerce (e per tante altre iniziative in rete e non)  in un area di prodotti di gamma alta.</p>
<p>E&#8217; una novità anche il fatto che si siano seduti intorno ad una piattaforma e abbiano promosso una cosa insieme!  Il sito DeClub.it è un progetto digitale e una vetrina, ponte tra rivenditore e consumatore che promuove la circolazione di prodotti di qualità. Tra poco si potrà visitare e curiosare per vedere se compariranno i pezzi di &#8220;passione&#8221; accessibili e raggiungibili sul territorio italiano all&#8217;inizio e poi a lancio avvenuto , in dimensione internazionale. Teniamoli d&#8217;occhio.</p>
<p><em>Rosanna Brambilla</em></p>
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		<title>Fruit of the forest mag</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il design può essere una materia molto complicata: nomi, modelli, colori, correnti, mode e tante altre sfaccettature che compongono il disegno generale. Il classico approccio delle riviste specialistiche è verticale, con approfondimenti, commenti e opinioni spesso dedicate a chi è già esperto del settore.
Da qualche giorno è disponibile gratuitamente sull&#8217;App Store Apple per iPad Fruit [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/10/phppeUK6hAM.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4354" title="phppeUK6hAM" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/10/phppeUK6hAM.jpg" alt="" width="450" height="374" /></a></p>
<p>Il design può essere una materia molto complicata: nomi, modelli, colori, correnti, mode e tante altre sfaccettature che compongono il disegno generale. Il classico approccio delle riviste specialistiche è verticale, con approfondimenti, commenti e opinioni spesso dedicate a chi è già esperto del settore.</p>
<p>Da qualche giorno è disponibile gratuitamente sull&#8217;App Store Apple per iPad Fruit of the forest, un magazine sperimentale che cerca di raccontare il design con un approccio più semplice, orizzontale, usando immagini, colori e fotografie, un viaggio dentro a un mondo che molti devono -- e vogliono ancora scoprire.</p>
<p>L&#8217;app si può scaricare dal <a href="http://www.fruitoftheforestmagazine.com/" target="_blank">sito </a>o dallo <a href="http://itunes.apple.com/br/app/fruit-of-the-forest-magazine/id432888558?mt=8%3C" target="_blank">store</a>.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/10/logo-fruitoftheforest.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4355" title="logo fruitoftheforest" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/10/logo-fruitoftheforest.jpg" alt="" width="390" height="45" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Parlami di PGT</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 06:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[
Piano di Governo del Territorio, ovvero come sarà la città fra vent’anni: parliamo di Milano, dove il tema è oggi dibattuto almeno quanto il futuro di Expo 2015. Doveva essere approvato in questi giorni, il PGT, ma la nuova amministrazione ha deciso di darsi un anno di tempo per rivederlo, avvicinarlo alle esigenze dei cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/gru2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4253" title="gru2" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/gru2.jpg" alt="" width="392" height="262" /></a></p>
<p>Piano di Governo del Territorio, ovvero come sarà la città fra vent’anni: parliamo di Milano, dove il tema è oggi dibattuto almeno quanto il futuro di Expo 2015. Doveva essere approvato in questi giorni, il PGT, ma la nuova amministrazione ha deciso di darsi un anno di tempo per rivederlo, avvicinarlo alle esigenze dei cittadini e renderlo più sostenibile. Errori tecnici da correggere, certo, dietro i quali si nascondono però aspetti sostanziali. <span id="more-4252"></span></p>
<p>Il Piano si era posto in origine due obiettivi, costruire aumentando gli spazi verdi e favorendo l’edilizia a basso costo da destinare all’housing sociale; le quasi 5.000 osservazioni presentate da cittadini e associazioni evidenziano carenze da entrambi i punti di vista. Il timore è che la corsa al cemento, intorno a cui ruotano interessi molto forti, possa fare passare tutto il resto in secondo piano.</p>
<p>E’ credibile che, come previsto dal PGT, la popolazione possa crescere di mezzo milione nei prossimi decenni, o è questa solo la speranza di chi progetta nuovi quartieri e grattacieli? In teoria lo spazio per edificare ci sarebbe (il programma prevede di sfruttare anche i demani ferroviari e le ex aree militari). Rispetto per esempio a Parigi, Milano ha una superficie più estesa e meno residenti; ma “imitare” Parigi o altre metropoli densamente popolate significa stravolgere le caratteristiche del territorio e sacrificare l’architettura alla cubatura.</p>
<p>E poi il mercato immobiliare è saturo, fermo, prima di costruire le case occorre pensare a chi potrà comprarle. Perché non investire allora seriamente sul recupero dei fabbricati abbandonati o non utilizzati? In città ce ne sono più di 80.000. Chi rivedrà nei prossimi mesi le 4.765 obiezioni al PGT terrà forse conto anche di questo; oltre che di altre necessità, come preservare incondizionatamente le grandi aree verdi, cominciare da quelle agricole del Parco Sud.</p>
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		<title>Il riciclo farà scuola</title>
		<link>http://parlamidicase.com/news/il-riciclo-fara-scuola/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 12:32:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[
Si chiamano Raee, i rifiuti elettronici, sono un prodotto di scarto che nella nostra società tecnologica assumerà un peso sempre maggiore. “ReMedia Scuola – lunga vita alla tecnologia” è un programma di formazione rivolto ai bambini delle classi quarta e quinta elementare e ai loro insegnanti: per sensibilizzare sul tema e scoprire che le soluzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/logobassa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4214" title="logobassa" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/logobassa.jpg" alt="" width="350" height="163" /></a></p>
<p>Si chiamano Raee, i rifiuti elettronici, sono un prodotto di scarto che nella nostra società tecnologica assumerà un peso sempre maggiore. “ReMedia Scuola – lunga vita alla tecnologia” è un programma di formazione rivolto ai bambini delle classi quarta e quinta elementare e ai loro insegnanti: per sensibilizzare sul tema e scoprire che le soluzioni sostenibili esistono.<span id="more-4213"></span></p>
<p>Il percorso didattico e ludico, promosso dal <a href="http://www.consorzioremedia.it">consorzio ReMedia</a>, coinvolgerà nel prossimo anno scolastico oltre 20.000 giovani studenti, con l’obiettivo di estendere l’iniziativa di informazione anche alle famiglie. Tra gli strumenti a disposizione ci saranno anche un gioco da fare in gruppo, “Missione Raee” (lo scopo è quello di accumulare non soldi, bensì ecocrediti) e un <a href="http://www.remediascuola.it">sito interattivo </a> con grafica da fumetto e personaggi-guida stile cartoon.</p>
<p>Non è mai troppo presto per imparare che raccolta differenziata, smaltimento e riuso sono ancora più importanti quando si parla di computer, elettrodomestici, cellulari e altri dispositivi elettrici. Come trattarli, dove gettarli? Un problema ambientale che assume anche importanti risvolti economici. Tutti questi apparecchi contengono infatti sostanze potenzialmente pericolose se disperse nell’ambiente; ma anche una serie di componenti che le ditte specializzate possono recuperare e riutilizzare. Già in fase di produzione, le aziende si pongono comunque oggi come prioritario il problema di ridurre l’impatto ambientale che avranno, per esempio, una lavatrice o un frigorifero al termine del ciclo di utilizzo; e scelgono quindi di privilegiare  l&#8217;impiego di materiali ecocompatibili.</p>
<p><em>Per fare richiesta del kit didattico che serve ad avviare il progetto o per saperne di più:</em><br />
<em><a href="http://www.consorzioremedia.it">www.consorzioremedia.it</a></em><br />
<em>Tel. 800/117760</em></p>
<p><em>Eleonora Poli<br />
</em></p>
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		<title>A Copenhagen, resiste l’utopia di Christiania</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 06:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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Non è soltanto la capitale delle piste ciclabili e dei quartieri ecosostenibili presi a modello in tutta Europa. Copenhagen è anche quel rettangolo “scomodo” nel cuore della città che per molti anni ha rischiato lo sfratto e lo sgombero. Ora il governo danese ha riconosciuto cittadinanza a Christiania e ai suoi abitanti nel senso che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/christiania-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4201" title="christiania 2" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/christiania-2.jpg" alt="" width="454" height="308" /></a></p>
<p>Non è soltanto la capitale delle piste ciclabili e dei quartieri ecosostenibili presi a modello in tutta Europa. Copenhagen è anche quel rettangolo “scomodo” nel cuore della città che per molti anni ha rischiato lo sfratto e lo sgombero. Ora il governo danese ha riconosciuto cittadinanza a Christiania e ai suoi abitanti nel senso che, dopo 40 anni da occupanti abusivi, avranno la possibilità di riscattare i terreni su cui vivono e le case che si sono costruiti poco a poco, all’insegna di un’autonomia alla quale non hanno mai voluto rinunciare.<span id="more-4200"></span></p>
<p>Diventeranno possessori legittimi versando allo Stato, tramite una fondazione, circa 10 milioni di euro. Il traguardo non sembra impossibile, se confrontato con le difficoltà incontrate finora da questa comunità “alternativa”, un po’ eco-green ante litteram. Uno stile di vita, quello della “Freetown of Christiania” che ha dato luogo a svariate interpretazioni; qualunque cosa se ne pensi, è un’esperienza socio-antropologica interessante, sebbene non troppo da idealizzare.</p>
<p>Fondata da un gruppo di hippie nel clima di contestazione anni ’70 in ex area militare, è oggi un insediamento di 35 ettari abitato da circa 700 persone; alcuni svolgono attività artigianali e autogestiscono servizi interni, persino un’emittente radio (benché la cosa più nota nel mondo continui a essere “pusher street”…). Molte case sono realizzate in legno e con materiali di recupero, ci sono grandi spazi verdi, i muri decorati con graffiti, pochissime auto in condivisione e soluzioni progettate a misura di bambino.</p>
<p>Non tutto perfetto indubbiamente, eppure il tentativo sotto vari aspetti è riuscito, e certamente migliorabile: per cogliere l’atmosfera del luogo c’è anche un film, girato vent’anni fa e reperibile sul web, “Christiania, you have my heart”. Intanto, grazie al recente accordo, i numerosi turisti che la visitano ogni anno potranno continuare a stupirsi di questa colorata parentesi tra le strade nordiche di Copenhagen.</p>
<p><em>Eleonora Poli</em></p>
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		<title>Un social network per l&#8217;expo 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 14:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[ Volete sapere al di là delle polemiche tutte le novità sull&#8217;Expo 2015? Expoholic.it è il primo social network verticale su Milano Expo 2015, l’Esposizione Universale dal titolo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” che la città di Milano ospiterà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. L&#8217;idea è di Sonia Anania che voleva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/188075_155040367891943_4482090_n1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4158" title="188075_155040367891943_4482090_n" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/188075_155040367891943_4482090_n1.jpg" alt="" width="400" height="108" /></a> Volete sapere al di là delle polemiche tutte le novità sull&#8217;Expo 2015? <strong><strong><a href="http://expoholic.it/" target="_blank">Expoholic.it</a></strong></strong> è il primo social network verticale su Milano Expo 2015, l’Esposizione Universale dal titolo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” che la città di Milano ospiterà dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.<span id="more-4156"></span> L&#8217;idea è di <strong></strong>Sonia Anania che voleva creare  sul web un  punto di incontro e confronto tra tutti coloro che credono che Expo 2015 possa realmente rappresentare un’occasione unica, irripetibile per Milano, la Lombardia e l’Italia intera. Tutto è partito con un blog, ma  l&#8217;interesse e la partecipazine dei lettori ha convinto l&#8217;ideatrice a  rendere <a href="http://expoholic.it/" target="_blank">expoholic.it</a> una community per ospitare e dar voce a realtà istituzionali e non. Tutte le informazioni, i progetti, le iniziative e le attività legate ad Expo 2015 si possono trovare qui.  Per  partecipare basta iscriversi come a qualsiasi altro social network. Una  volta iscritto l&#8217;utente ha la possibilità di interagire attivamente con la community e può invitare anche tutti  quelli che come lui vogliono vivere l&#8217;evento Expo 2015 come protagonisti  ttivi e non come semplici spettatori.</p>
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		<title>Slumtube: case fatte con pallet per spedizioni</title>
		<link>http://parlamidicase.com/news/slumtube-case-fatte-con-pallet-per-spedizioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 12:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[
La scorsa primavera, gli architetti e designer Andreas Claus Schnetzer e Pils Gregor avevano progettato delle efficienti ed economiche Pallet House. Bene, quest&#8217;anno hanno letteralmente superato loro stessi ideando, in Sud Africa, Slumtube: utilizzando pallet per spedizioni a bassissimo costo e materie prime locali come argilla e paglia, Schnetzer e Gregor sono stati capaci di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/phpjKPL1BAM.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2891" title="phpjKPL1BAM" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/phpjKPL1BAM.jpg" alt="" width="400" height="227" /></a></p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/Slumtube-3_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2890" title="Slumtube-3_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/Slumtube-3_opt.jpg" alt="" width="400" height="268" /></a></p>
<p>La scorsa primavera, gli architetti e designer Andreas Claus Schnetzer e Pils Gregor avevano progettato delle efficienti ed economiche <a href="http://inhabitat.com/pallet-haus-an-efficient-affordable-modular-house/" target="_blank">Pallet House</a>. Bene, quest&#8217;anno hanno letteralmente superato loro stessi ideando, in Sud Africa, <a href="http://www.palettenhaus.com/#" target="_blank">Slumtube</a>: utilizzando pallet per spedizioni a bassissimo costo e materie prime locali come argilla e paglia, Schnetzer e Gregor sono stati capaci di realizzare abitazioni a basso costo e in grado di resistere alle ampie escursioni termiche di Johannesburg.<span id="more-2889"></span></p>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial} -->La temperatura infatti può fluttuare da 45 gradi centigradi d&#8217;estate a -2 gradi in inverno e molte case non sono equipaggiate per mantenere un ambiente interno confortevole. La maggior parte dei ripari sono fatti con lamine di metallo e fasci di legna, utili per impermeabilizzare ma non per isolare. I due architetti allora hanno <a href="http://inhabitat.com/slumtube-affordable-housing-made-from-shipping-pallets/" target="_blank">ripensato</a> il loro vecchio progetto, eliminato i costi eccessivi (soprattutto del legname) e hanno progettato una casa comunque con i migliori standard europei per la solidità strutturale.</p>
<p><em>Jacopo Cirillo</em></p>
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		<title>Pulire mentre si cammina</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 13:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Adika Titut Triyugo]]></category>
		<category><![CDATA[aspirapolvere]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe]]></category>
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Il designer Adika Titut Triyugo ha realizzato un paio di scarpe altamente tecnologiche dotate di spazzole rotanti e mini aspirapolvere. La curiosa invenzione si chiama Foki e permette quindi passo dopo passo di eliminare polvere e batteri dal pavimento. Un modo nuovo per rendere più piacevole un&#8217;attività che non si può dire certo divertente lasciandoci il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/foki2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2879" title="foki2" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/12/foki2.jpg" alt="" width="424" height="318" /></a></p>
<p>Il designer Adika Titut Triyugo ha realizzato un paio di scarpe altamente tecnologiche dotate di spazzole rotanti e mini aspirapolvere. La curiosa invenzione si chiama Foki e permette quindi passo dopo passo di eliminare polvere e batteri dal pavimento. Un modo nuovo per rendere più piacevole un&#8217;attività che non si può dire certo divertente lasciandoci il tempo necessario da dedicare a quello che più ci interessa. Queste scarpe sono dotate di batteria ricaricabile e hanno un display Led che mostra il livello di batteria rimasto e il percorso che si è effetuato pulendo. Il designer le ha presentate all&#8217;ultima edizione di Seoul Design Fair, Design For All.</p>
<p><em>Benedetta Bagni</em></p>
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		<title>Joining Hands in Health</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 10:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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Secondo Gramma&#8217;s, un&#8217;azienda inglese che produce cibi e condimenti a base di erbe curative, dal 2002 l&#8217;Unione Europea sta legiferando sulla possibilità di bandire, dall&#8217;inizio del prossimo anno, la vendita di prodotti naturali come cibi, erbe, vitamine, minerali, rimedi omeopatici, insomma, tutta quella parte della medicina che sostiene di poter curare malattie più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/11/change.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2831" title="change" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/11/change.jpg" alt="" width="360" height="283" /></a></p>
<p>Secondo <a href="http://www.grammasintl.com/index2.asp" target="_blank">Gramma&#8217;s</a>, un&#8217;azienda inglese che produce cibi e condimenti a base di erbe curative, dal 2002 l&#8217;Unione Europea sta legiferando sulla possibilità di bandire, dall&#8217;inizio del prossimo anno, la vendita di prodotti naturali come cibi, erbe, vitamine, minerali, rimedi omeopatici, insomma, tutta quella parte della medicina che sostiene di poter curare malattie più o meno gravi con l&#8217;ausilio di rimedi naturali. Tralasciando la retorica &#8220;naturale&#8221; di cui sono intrisi i proclami sul loro sito internet, l&#8217;argomento è rilevante perché toglierebbe ai cittadini inglesi la possibilità di scegliere e il diritto di credere a ciò che si può bere o mangiare per curarsi e mantenere la propria salute.<span id="more-2830"></span></p>
<p>Per questi motivi, proprio Gramma&#8217;s ha lanciato una <a href="http://www.grammasintl.com/html/products/campaigns.asp" target="_blank">petizione</a> nazionale, <em>Joining Hands in Health</em>, per protestare contro le decisioni della UE, petizione che si può esaminare e sottoscrivere <a href="http://www.ipetitions.com/petition/joininghandsinhealth/" target="_blank">qui</a>. Servono 35 milioni di firme in 7 mesi, un compito a dir poco proibitivo, per questo i responsabili chiedono a chiunque firmi di diffondere <a href="www.joininghandsinhealth.com/petition" target="_blank">questo</a> link ad almeno 7 persone via social network. Bisogna però essere cittadini inglesi per partecipare al movimento. Intanto sarà interessante vedere se, anche in questo caso, la forza dell&#8217;on-line (internet) supererà quella dell&#8217;off-line.</p>
<p><em>Jacopo Cirillo </em></p>
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