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	<title>ParlamiDiCase &#187; Saloni 2010</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Ricordi&#8230; da salone</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 08:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[APE]]></category>
		<category><![CDATA[salone]]></category>
		<category><![CDATA[tramezzini]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come ogni anno in tour per il salone e per gli eventi. Per vedere, per capire, per cercare le forme, i colori e le idee che dovremo poi riconoscere nelle case future. In quelle case che durante i prossimi mesi io e AnnaMaria andremo a selezionare e fotografare per le riviste specializzate. In questo bombardamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/phpCLhqHrAM.jpg.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2220" title="Tramezzino.it Apecar mobile Bar" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/phpCLhqHrAM.jpg.jpeg" alt="" width="400" height="266" /></a></p>
<p>Come ogni anno in tour per il salone e per gli eventi. Per vedere, per capire, per cercare le forme, i colori e le idee che dovremo poi riconoscere nelle case future. In quelle case che durante i prossimi mesi io e AnnaMaria andremo a selezionare e fotografare per le riviste specializzate. In questo bombardamento creativo si fa davvero un po&#8217; fatica e spesso il mestiere non basta. Tante emozioni, tanti input e poco tempo per metabolizzare.<span id="more-2219"></span></p>
<p>Serve metodo e serve impegno, non basta girare con il naso per aria anche se la tentazione è forte. Ogni volta che torni a casa con tonnelate di brochure e bigliettini, volti nuovi e contatti da riprendere, ti chiedi se ciò che hai visto e incontrato era tutto vero o se la fantasia ci abbia messo del suo. Quest’anno però ho un ricordo in più. Qualcosa di curioso che mi ha riportato all’infanzia.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/php8eP4YAAM.jpg.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2221" title="php8eP4YAAM.jpg" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/php8eP4YAAM.jpg-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>In un cortile di via Tortona, centro focale degli eventi milanesi fuori salone , ho visto un&#8217;ape. Sì …un&#8217;APE. Il famoso mezzo da lavoro a tre ruote della Piaggio (e scusate se mi emoziono ma sono nato a Pontedera dove la Piaggio le ha prodotte per decenni e fanno parte dei miei ricordi d’infanzia come le Ferrari per gli abitanti di Maranello). Un &#8216;APE modificata, attezzata come un bar mobile, dove quelli di <a href="http://www.tramezzino.it" target="_blank">TRAMEZZINO.IT</a> hanno organizzato un catering fantastico in outdoor che ha attirato folle di curiosi e frequentatori notturni di eventi e di cocktail. E ovviamente anche noi due.</p>
<p>Se non li avete mai assaggiati dovete rimediare. Sono piccoli sandwich con selezionatissimi ingredienti da grand gourmet. Abbinamenti di verdure, formaggi e insaccati di estrema qualità, con un occhio alla linea e due al gusto. Perfino il packaging è degno di nota. I tramezzini sono incartati singolarmente e raccolti in belle scatole di cartone di gusto minimalista. Vengono consegnati anche a domicilio in diverse citta italiane, per risolvere con gran stile e sicuro effetto, eventi pubblici e privati o anche semplicemente un aperitivo tra amici.</p>
<p>Guardatevi il <a href="http://www.tramezzino.it" target="_blank">sito</a>. Certo non sarà gustoso come averli assaggiati di persona… ma potete sempre rimediare, ordinandone con un semplice click una confezione assortita. E poi dicono che a Milano non si mangia mai.</p>
<div id="_mcePaste"><em>Andrea Vierucci </em>e<em> Anna Maria Eustachi</em></div>
<div></div>
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		<title>Sasso carta o forbici</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il design del salone del Mobile non sceglie e gioca tutte e tre. Prima di tutto la pietra, quarzo, marmo e granito che diventano lavandini e vasche da bagno, ma assumono anche la forma di tavolini da caffè, piani da cucina e addirittura poltrone.
Un esempio sono le sedute realizzate da Max Lamb in granito a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/phpSnRXKsAM.jpg.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1891" title="phpSnRXKsAM.jpg" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/phpSnRXKsAM.jpg.jpeg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<div id="_mcePaste">Il design del salone del Mobile non sceglie e gioca tutte e tre. Prima di tutto la pietra, quarzo, marmo e granito che diventano lavandini e vasche da bagno, ma assumono anche la forma di tavolini da caffè, piani da cucina e addirittura poltrone.</div>
<div id="_mcePaste">Un esempio sono le sedute realizzate da Max Lamb in granito a volte levigato a volte lasciato grezzo.<span id="more-1890"></span></div>
<p>Sorprendente anche per il peso è il B-Sound Stone Touch Technolgy (nella foto), un impianto hi-fi wireless realizzato dall’azienda B-Stone che si compone di tre blocchi di pietra di Lavagna. La stessa azienda presenta anche I-stone una dock station in pietra naturale dedicata all’iPod.</p>
<p>La carta ha visto il suo sorprendente ingresso nello Swarovski Cristal Palace dove i cristalli fluttuanti erano accompagnati da grandi lanterne di carta. Ma non è mancata nemmeno come materiale per la produzione di accessori per arredare la casa come quelli del marchio Essential.</p>
<p>Realizzata interamente con cartone riciclato è  anche la sedia Flexible Love del designer taiwanese Chishen Shiuuna. Di tagli, soprattutto ai costi, si è parlato durante tutti i giorni della manifestazione e se le aziende hanno usato la parola low-bugdet per combattere la crisi e proporre prodotti di qualità a un prezzo inferiore, gli utenti finali si domandano ancora se il design fuori dall’evento salone non riguardi solo e soltanto un certo pubblico d’elite.</p>
<p><em>Benedetta Bagni</em></p>
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		<title>Young &amp; Design &#124; I vincitori</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 12:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Young&Design]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il Salone Internazionale del Mobile di Milano ha ospitato la cerimonia di premiazione del Concorso Young e Design, concorso che dal 1987 premia la creatività dei giovani progettisti e che quest’anno era riservato ai designer nati dopo il 31/12/1974. Su Parlamidicase abbiamo già parlato di questa iniziativa qui e qui. Adesso è arrivato il momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/logo-YeD-1_opt1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1871" title="Lettera YeD:GdA 10/06 Notizie B" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/logo-YeD-1_opt1.jpg" alt="" width="400" height="74" /></a></p>
<p>Il Salone Internazionale del Mobile di Milano ha ospitato la cerimonia di premiazione del Concorso Young e Design, concorso che dal 1987 premia la creatività dei giovani progettisti e che quest’anno era riservato ai designer nati dopo il 31/12/1974. Su Parlamidicase abbiamo già parlato di questa iniziativa <a href="http://parlamidicase.com/saloni-2010/saranno-famosi-il-design-del-futuro-fa-tappa-qui/" target="_blank">qui</a> e <a href="http://parlamidicase.com/fuorisalone-2010/due-tavoli-da-guardare-dall%E2%80%99alto-in-basso/#more-1811" target="_blank">qui</a>. Adesso è arrivato il momento di scoprire i vincitori.<span id="more-1869"></span></p>
<p>La giuria del concorso composta da:</p>
<div id="_mcePaste">- Filippo Alison -- Professore Emerito alla Cattedra di Progettazione Architettonica degli Interni per il Disegno del Prodotto d’Arredo. Università degli Studi Federico II, Napoli</div>
<div id="_mcePaste">- Medardo Chiapponi -- Professore Ordinario di Disegno Industriale e Preside della Facoltà di Design e Arti Università Iuav di Venezia</div>
<div id="_mcePaste">- Flavio Conti -- architetto, storico dell’architettura e del design</div>
<div id="_mcePaste">- Giorgio De Ferrari -- Professore Ordinario di Disegno Industriale, Facoltà di Architettura, Torino</div>
<div id="_mcePaste">- Gianni Ottolini -- Professore Ordinario di Architettura degli Interni e Allestimento presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano</div>
<div id="_mcePaste">- Roberto Rizzi -- Professore Associato di Architettura degli Interni e Allestimento, Facoltà di Architettura Civile, Politecnico di Milano</div>
<p>ha assegnato i seguenti premi:</p>
<div id="_mcePaste">- primo premio: 6000 euro e targa</div>
<div id="_mcePaste">a <strong>Diego Vencato</strong> per il tavolo &#8220;Lieve&#8221; prodotto da Horm</div>
<div id="_mcePaste">- secondo premio: 4000 euro e targa</div>
<div id="_mcePaste">a <strong>Francesca Arrighi e Simone Montanaro</strong> per lo specchio &#8220;Plissè&#8221; prodotto Tonelli Design</div>
<div id="_mcePaste">- terzo premio: 2000 euro e targa</div>
<div id="_mcePaste">a <strong>Sandro Meneghello e Marco Paolelli</strong> per il tavolo &#8220;Nest&#8221; prodotto da Emoh</div>
<div id="_mcePaste">- premio il Design dello Stupore: 3000 euro e targa</div>
<div id="_mcePaste">a <strong>Stefano Soave</strong> per la sedia/sgabello &#8220;Nonò&#8221; prodotta da Alma Design.</div>
<p>La medaglia d’oro “Apostolo del design”, conferita per la prima volta nel 1995 a Bruno Munari e negli anni successivi a Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Marco Zanuso, Tomás Maldonado, Filippo Alison, Enzo Mari, Richard Sapper, Cini Boeri, Ettore Sottsass, Dino Gavina, Angelo Mangiarotti, Mario Bellini, Ernesto Gismondi e Giotto Stoppino, quest’anno è stata assegnata a <strong>Maddalena De Padova.</strong></p>
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		<title>Un parco giochi di ceramica</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 17:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale]]></category>
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		<description><![CDATA[
È impossibile tornare ad osservare il mondo con gli occhi di un bambino, ma l’allestimento in Triennale di “Ceramic Tiles of Italy Playground” prova a farlo. La ceramica è stata applicata a diverse installazioni progettate da più designer il cui obiettivo è dimostrare come questo materiale tradizionale può adattarsi ai luoghi per i più piccoli.
Vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/kid-at-heart_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1854" title="kid at heart_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/kid-at-heart_opt.jpg" alt="" width="320" height="478" /></a></p>
<p>È impossibile tornare ad osservare il mondo con gli occhi di un bambino, ma l’allestimento in Triennale di “Ceramic Tiles of Italy Playground” prova a farlo. La ceramica è stata applicata a diverse installazioni progettate da più designer il cui obiettivo è dimostrare come questo materiale tradizionale può adattarsi ai luoghi per i più piccoli.<span id="more-1853"></span></p>
<div id="_mcePaste">Vi ricordate la vostra percezione dello spazio quando avevate appena imparato a camminare? Quasi sicuramente no, ma è un’esperienza che si può provare nell’allestimento Kid at Heart di Terri Pecora. Si tratta di un bagno in scala molto superiore al normale in cui si può avere questa surreale sensazione.</div>
<p><em>Cristina Sipala </em>e<em> Clio Zancanella</em></p>
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		<title>Pomodori rossi fritti alla fermata di Rho</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 15:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[elettricità]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[portafrutta]]></category>
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		<description><![CDATA[
In realtà non sono fritti&#8230; però trasmettono elettricità! No, non è uno scherzo ma è la simpatica ed ecologica idea del gruppo di designer israeliani d-VISION, in esposizione al Salone Satellite. Una lampada in miniatura, munita di led, è collegata ad una serie di pomodori che sono posti uno in fila all’altro, uniti tra loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphpLisver_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1845" title="tmpphpLisver_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphpLisver_opt.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a></p>
<p>In realtà non sono fritti&#8230; però trasmettono elettricità! No, non è uno scherzo ma è la simpatica ed ecologica idea del gruppo di designer israeliani d-VISION, in esposizione al Salone Satellite. Una lampada in miniatura, munita di led, è collegata ad una serie di pomodori che sono posti uno in fila all’altro, uniti tra loro da cavi metallici.<span id="more-1843"></span></p>
<p>Quando viene dato un impulso elettrico, la corrente passa attraverso i pomodori (che sono buoni, anzi buonissimi&#8230; conduttori di elettricità, formati principalmente da acqua e componenti acide) fino ad arrivare al led che si accende. Originale e curioso sistema di sfruttare elementi organici per condurre energia.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphpqJXjTA_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1844" title="tmpphpqJXjTA_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphpqJXjTA_opt.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a></p>
<p>I pomodori, e altri frutti/verdure, sono stati oggetto di altre esposizioni al Satellite: qui sopra degli esempi divertenti e carini di porta ortaggi&#8230; Però attenti, potrebbero guardarvi in cagnesco!</p>
<p><em>Valeria Bera</em></p>
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		<title>Ecostupidità &#124; Critica spassionata di un Salone per niente green</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 15:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
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		<description><![CDATA[
Giunta alla fine di questo tour de force tra Salone e Fuori Salone una cosa mi rimane in mente: il verde ecologia imperante. Riutilizzo di materiali, tecnologia sostenibile, orti casalinghi faidate e chi più ne ha più ne metta. Grazie per lo sforzo, davvero, ma trovo il tutto contornato da un pizzico di ipocrisia.
Per esempio, qualcuno ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/IMG01231_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1834" title="IMG01231_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/IMG01231_opt.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p>Giunta alla fine di questo <em>tour de force</em> tra Salone e Fuori Salone una cosa mi rimane in mente: il verde ecologia imperante. Riutilizzo di materiali, tecnologia sostenibile, orti casalinghi faidate e chi più ne ha più ne metta. Grazie per lo sforzo, davvero, ma trovo il tutto contornato da un pizzico di ipocrisia.<span id="more-1833"></span></p>
<p>Per esempio, qualcuno ha visto degli stand (e parlo di illuminazione etc.) che fossero a basso impatto ambientale? Io no. Oppure, e soprattutto, qualcuno ha visto uno e un solo contenitore per la raccolta differenziata? Io non dico di mettere tutte le divisioni possibili ma, per un evento del genere… Almeno quello della carta, con tutti i depliant che girano.</p>
<p>Potrei continuare ma eviterò. E quindi&#8230; Gran salone, tutto bello e tutto eco ma le basi? Se mancano le fondamenta è difficile costruire un grattacielo.</p>
<p><em>Marta Campostano</em></p>
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		<title>Boarding pass for Satellite</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Salone satellite]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
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		<description><![CDATA[
“Hey you two, red and blond girls! Before boarding, you must go to the check-in!”. Quella voce gracchiante emessa da un megafono si rivolge proprio a noi! Ci giriamo e vediamo una hostess. Ci avviciniamo e lei, sorridente, ci mette in mano due biglietti aerei e ci indica un metal detector. Ci passiamo sotto, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphpEEthVb_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1755" title="tmpphpEEthVb_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphpEEthVb_opt.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<div id="_mcePaste">“Hey you two, red and blond girls! Before boarding, you must go to the check-in!”. Quella voce gracchiante emessa da un megafono si rivolge proprio a noi! Ci giriamo e vediamo una hostess. Ci avviciniamo e lei, sorridente, ci mette in mano due biglietti aerei e ci indica un metal detector. Ci passiamo sotto, e un ragazzo davanti a noi fa segno di no con la testa.<span id="more-1756"></span></div>
<p>Ci fa togliere la borsetta che appoggiamo su un rullo che scorre. Ci passa addosso un metal scanner portatile e, non contento, ci fa togliere anche gli occhiali. Poi ci fa segno che possiamo andare. Riprendiamo le nostre cose e, ridendo, li salutiamo. No, non si tratta del check-in di un aeroporto ma di uno stand al Salone Satellite per promuovere una <a href="http://www.european-design.org" target="_blank">scuola</a> di design.</p>
<p>Il biglietto l’abbiamo conservato. Per il prossimo viaggio.</p>
<p><em>Valeria Bera</em></p>
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		<title>Dal grande pesce al piccolo SUV</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mini]]></category>
		<category><![CDATA[Triennale]]></category>
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		<description><![CDATA[
Sono in Triennale, ho appena visto la stupenda mostra di Lichtenstein. Finisco di percorrere le scale e arrivo al piano superiore. Qui muoiono le mie speranze che anche le restanti esposizioni siano al livello di quella appena visitata, Iniziando da Gaetano Pesce con la collezione &#8220;L&#8217;abbraccio&#8221; per Le Fablier.
Il noto designer italiano, ideatore di meravigliosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/DSC03693.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1751" title="DSC03693" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/DSC03693.jpg" alt="" width="425" height="354" /></a></p>
<p>Sono in Triennale, ho appena visto la stupenda mostra di Lichtenstein. Finisco di percorrere le scale e arrivo al piano superiore. Qui muoiono le mie speranze che anche le restanti esposizioni siano al livello di quella appena visitata, Iniziando da Gaetano Pesce con la collezione &#8220;L&#8217;abbraccio&#8221; per Le Fablier.<span id="more-1750"></span></p>
<p>Il noto designer italiano, ideatore di meravigliosi oggetti di design quali &#8220;Up&#8221; e &#8220;Moloch&#8221;, qui crea una serie di mobili che dovrebbero evocare l&#8217;incontro tra il classico e il contemporaneo e celebrare il &#8220;mescolamento&#8221; caratteristico del nostro tempo. Purtroppo però il risultato finale è un&#8217;accozzaglia di mobili ipercolorati di resina, schiume rigide e legno alquanto trash che del concept hanno ben poco.</p>
<p>Scappo e mi dirigo verso &#8220;SWAROVSKI ELEMENTS at Work&#8221;. Un esposizione di 10 top designer in collaborazione con 9 tra i migliori produttori di design industriale del mondo che hanno sicuramente rispettato l&#8217;anima dell&#8217;azienda ma forse anche troppo, cadendo anche loro nell&#8217;eccessivo ecletticismo. Proseguo per Timeless Future, esposizione senza un anima di alcuni lavori di Toshiyuki Kita, dedicati a trovare una risposta agli interrogativi del futuro.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/DSC03737.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1752" title="DSC03737" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/DSC03737.jpg" alt="" width="397" height="305" /></a></p>
<p>Continuo e trovo il nuovo brand del design Yii (Taiwan ) che lancia la sua prima collezione sul palco internazionale, iniziativa del Taiwan Craft Research Institute sotto la gestione creativa di Gijs Bakker. Qualche pezzo interessante sopratutto perché si leggono chiaramente le tradizioni dell&#8217;artigianato Taiwanese, ma niente che meriti menzione. E ancora, MONDO presenta &#8220;DECOLORFUL&#8221; un’installazione disegnata da Aldo Cibic con Tommaso Corà, e Gobbetto presenta &#8220;Resin Solutions&#8221;, un Atelier dinamico che presenta le varie resine. Entrambe carenti di buon gusto a favore del nuovo impiego delle tecnologie.</p>
<p>Mi lascio alle spalle questo design dal dubbio gusto e arrivo a Young Creative Poland che &#8220;espone progetti altamente innovativi che esplorano un largo spettro di visioni estetico-creative&#8221;(cit.), ed in effetti i lavori sono piacevoli, ironici e sufficientemente innovativi. Ora tiro finalmente un sospiro di sollievo, essendo arrivata all&#8217;ultima esposizione.</p>
<p>Concludo il mio viaggio nello spazio MINI &amp; Triennale Creative Set. L’installazione propone al pubblico un seducente percorso attraverso gli elementi iconici della MINI Countryman al termine del quale fa la sua comparsa la vettura stessa. L&#8217;inedita versione SUV della piccola inglese che mantiene proporzioni e family feeling tipicamente MINI pur con una carrozzeria del tutto nuova. Stupenda. E mentre sono lì ad analizzare ogni più piccolo dettaglio, mi si avvicina la guardia invitandomi ad andare, essendo ormai chiusa la triennale. Quindi mi avvio verso l&#8217;uscita e recuperato il cellulare, inizio a digitare: &#8220;Fissare assolutamente un test drive!!!!&#8221;.</p>
<p><em>Costanza De Lorenzo</em></p>
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		<title>&#8220;Inosservato&#8221;&#8230; osservato</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 14:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[mobili]]></category>
		<category><![CDATA[Salone satellite]]></category>
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		<description><![CDATA[
Se il Salone è l’impero del surplus, dell’esagerazione, dell’eccesso, il Satellite è l’esatto contrario, regno dello stile minimal sia negli stand che nelle creazioni.
E le regine di questo mondo non possono che essere Berta e Paola, designer spagnole dello studio Fluye. Avete visto la loro creazione? Si chiama Desapercibido (“inosservato”) ma è difficile non notarlo! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphp18IzKR_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1747" title="tmpphp18IzKR_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/tmpphp18IzKR_opt.jpg" alt="" width="337" height="449" /></a></p>
<p>Se il Salone è l’impero del surplus, dell’esagerazione, dell’eccesso, il Satellite è l’esatto contrario, regno dello stile minimal sia negli stand che nelle creazioni.<span id="more-1746"></span></p>
<p>E le regine di questo mondo non possono che essere Berta e Paola, designer spagnole dello studio Fluye. Avete visto la loro creazione? Si chiama Desapercibido (“inosservato”) ma è difficile non notarlo! Si tratta di una struttura che inizialmente sembra un’elegante e semplice parete modulare a quadrati, ma che in realtà è un mobile moderno e funzionale.</p>
<div id="_mcePaste">Per non spezzare la linearità di ante e cassetti con maniglie e pomelli, le due designer spagnole hanno trovato un intelligente escamotage: il sistema “push and pull”. In pratica, premendo in un punto, un pistoncino a molla fa aprire l’anta o il cassetto. Minimal e geniale. Peccato sia già visto.</div>
<p><em>Valeria Bera</em></p>
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		<title>Giardini? Da flebo!</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 14:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuorisalone 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Potevamo farne a meno]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Garibaldi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Tante le iniziative profondamente Green di questa settimana ed è innegabile che progetti salvaspazio abbiano invaso Salone e Fuorisalone, ma forse qui stiamo esagerando!
Nell&#8217;atrio della stazione ferroviaria di Porta Garibaldi è stato allestito GREEN ISLAND -- Frutteto Urbano, ideato dall&#8217;architetto olandese Tom Matton, dove una ventina di alberi da frutto impiantati in anonimi vasi neri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/9-flebo_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1742" title="9) flebo_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/9-flebo_opt.jpg" alt="" width="350" height="244" /></a></p>
<p>Tante le iniziative profondamente Green di questa settimana ed è innegabile che progetti salvaspazio abbiano invaso Salone e Fuorisalone, ma forse qui stiamo esagerando!<span id="more-1741"></span></p>
<div id="_mcePaste">Nell&#8217;atrio della stazione ferroviaria di Porta Garibaldi è stato allestito GREEN ISLAND -- Frutteto Urbano, ideato dall&#8217;architetto olandese Tom Matton, dove una ventina di alberi da frutto impiantati in anonimi vasi neri sono letteralmente attaccati alle flebo, rinominate per l&#8217;occasione &#8220;autoalimentazione ecosostenibile&#8221;.</div>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/10-flebo_opt.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1743" title="10) flebo_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/10-flebo_opt.jpg" alt="" width="200" height="251" /></a>Triste, esile e rilegata sotto le scale della stazione, l&#8217;installazione non imprime tanto l&#8217;idea di un colorato frutteto quanto quella di un ricovero per giovani peschi e ciliegi strappati dalla loro terra ed afflitti dallo psicologico problema sul perché della vita che ne indebolisce il tronco e l&#8217;anima. Il natural supplizio sarà sotto l&#8217;occhio di passanti e pendolari fino al 19 Aprile. Meno male che è quasi finita!</p>
<p><em>Erika Medina </em>e<em> Chiara Isner Matera</em></p>
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