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	<title>ParlamiDiCase &#187; sostenibilità</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Verso il 2020: il nuovo accordo sul clima</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Oltre centonovanta paesi riuniti, quindici giorni di lavoro, un risultato raggiunto all’ultimo, dopo 36 ore extra di discussione rispetto a quanto previsto dal programma: in Sudafrica, la conferenza per il clima dell’Onu si è conclusa, in effetti, con un nuovo punto di partenza più che di arrivo. La “piattaforma di Durban” parla di obiettivi condivisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/durban-6.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4471 aligncenter" title="durban 6" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/12/durban-6-300x137.jpg" alt="" width="300" height="137" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Oltre centonovanta paesi riuniti, quindici giorni di lavoro, un risultato raggiunto all’ultimo, dopo 36 ore extra di discussione rispetto a quanto previsto dal programma: in Sudafrica, la conferenza per il clima dell’Onu si è conclusa, in effetti, con un nuovo punto di partenza più che di arrivo. La “piattaforma di Durban” parla di obiettivi condivisi per ridurre le emissioni di anidride carbonica e per contenere entro il limite di 2 °C il riscaldamento globale; e questo senza penalizzare ma favorendo, al contrario, la crescita economica attraverso lo sviluppo di risorse alternative a quelle tradizionali.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-4470"></span></p>
<p style="text-align: left;">Come, quali strade si prenderanno? I provvedimenti non saranno immediati, gli impegni concreti si delineeranno entro il 2015 e cominceranno ad assumere un peso reale a partire dal 2020: questo l’aspetto dell’accordo che molti hanno definito più con criticità che con entusiasmo. Ancora c’è da attendere, quindi, per il momento si è comunque imboccato un percorso che mette d’accordo i Paesi più industrializzati, Stati Uniti ed Europa, con economie emergenti come Cina, India, Brasile, Messico e Sudafrica. Costituisce una garanzia il fatto che l’impegno sarà per tutti legalmente vincolante. Sono stati intanto prorogati di cinque anni i vincoli previsti dal trattato di Kyoto che doveva scadere alla fine del 2012.</p>
<p style="text-align: left;">Arriva inoltre con il programma di Durban il Green Climate Fund, un fondo di 100 miliardi di dollari annui istituito per aiutare i paesi in via di sviluppo ad avviare politiche e a investire risorse su soluzioni sostenibili, prime fra tutte le energie rinnovabili: un processo, questo, che un Paese come la Cina ha già avviato da tempo, fino a diventare uno dei maggiori produttori mondiali nel settore del fotovoltaico.</p>
<p style="text-align: left;">Per fare il punto sui primi traguardi raggiunti, l&#8217;appuntamento è tra un anno esatto alla prossima conferenza delle Nazioni Unite: dicembre 2012, questa volta in Quatar.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
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		<title>Di meno è possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 08:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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Mentre il nostro paese fa i conti con l&#8217;ennesima tragedia di cambiamenti climatici uniti con gestione idrogeologica molto discutibile vediamo questo video dal Giappone che &#8220;risorge&#8221; evitando cretinerie, risorgere non significa costruire di più, fare torri più alte e consumare più energie, risorgere significa oggi essere consapevoli di cosa siamo davvero.
In Giappone hanno ridotto le luminarie notturne, quelle pubblicitarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d-ChRZunYaw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/d-ChRZunYaw?version=3&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<div>Mentre il nostro paese fa i conti con l&#8217;ennesima tragedia di cambiamenti climatici uniti con gestione idrogeologica molto discutibile vediamo questo video dal Giappone che &#8220;risorge&#8221; evitando cretinerie, risorgere non significa costruire di più, fare torri più alte e consumare più energie, risorgere significa oggi essere consapevoli di cosa siamo davvero.</div>
<p>In Giappone hanno ridotto le luminarie notturne, quelle pubblicitarie alla Blade Runner per capirci. Hanno fatto un downshifting&#8230; e se LORO lo hanno fatto, e lo stanno praticando, potremmo anche farlo noi.</p>
<p><em>Mariano Equizzi</em></p>
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		<title>Come replicare la fotosintesi clorofilliana</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 15:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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&#160;
La fotosintesi clorofilliana è il modo più efficiente in natura per trasformare energia solare in energia chimica, ma i suoi meccanismi sono talmente complessi che, fino ad ora, nessuno è ancora riuscito a isolarne i dettagli e riprodurla artificialmente. Diciamo “fino ad ora” perché Elisabetta Collini, giovane ricercatrice di Scienze Chimiche dell’Università di Padova, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/al6a7fgraV4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/al6a7fgraV4?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fotosintesi clorofilliana è il modo più efficiente in natura per trasformare energia solare in energia chimica, ma i suoi meccanismi sono talmente complessi che, fino ad ora, nessuno è ancora riuscito a isolarne i dettagli e riprodurla artificialmente. Diciamo “fino ad ora” perché Elisabetta Collini, giovane ricercatrice di Scienze Chimiche dell’Università di Padova, ha da poco messo a punto un progetto con un obiettivo ben chiaro: creare pannelli solari che riproducano il processo di fotosintesi delle piante.<span id="more-4362"></span></p>
<p>QUENTHREL, “Quantum-coherent drive of energy transfer along helical structures by polarized light” – questo il nome per esteso del progetto -- è stato recentemente premiato dal Consiglio europeo della Ricerca con uno “Starting Grants”, un finanziamento di un milione e mezzo di euro.</p>
<p>Con una cifra del genere, Elisabetta Collini potrà avvalersi di un team di quattro altri giovani ricercatori e di un laboratorio personale e avere la possibilità, i mezzi e il tempo necessari per portare avanti le sue importanti ricerche che, se portate a termine, potrebbero avere effetti decisamente positivi nel campo dello sviluppo delle energie solari rinnovabili.</p>
<p>L’altra buona notizia è l’ennesima conferma della competitività e dell’eccellenza in campo internazionale della ricerca pensata e condotta in Italia, nonché del valore dei giovani ricercatori che hanno deciso di rimanere in patria.</p>
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		<title>Una cartaccia al giorno</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 10:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il problema è sempre lo stesso, quando si parla di rifiuti: far capire alle persone, alle singole persone, che anche un piccolo gesto, se ripetuto da tutti, può davvero cambiare il mondo. Forse la raccolta differenziata è troppo impegnativa, a volte ci possono essere limiti logistici e di spazio per farla a modo. Spegnere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/cartaccia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4286" title="cartaccia" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/cartaccia.jpg" alt="" width="245" height="264" /></a>Il problema è sempre lo stesso, quando si parla di rifiuti: far capire alle persone, alle singole persone, che anche un piccolo gesto, se ripetuto da tutti, può davvero cambiare il mondo. Forse la raccolta differenziata è troppo impegnativa, a volte ci possono essere limiti logistici e di spazio per farla a modo. Spegnere i led della tv e del computer tutte le sere, andare in bici o con i mezzi pubblici invece che in automobile, tutte cose che un singolo può trovare scomode, pesanti.<span id="more-4285"></span></p>
<p>La cosa importante allora è quella di risvegliare (o creare, nel peggiore dei casi) una coscienza collettiva che non passi attraverso associazioni, intermediari o poteri alti, ma che tocchi personalmente più coscienze possibili. Lorenzo e Francesca di <a href="http://www.archrays.com/" target="_blank">Archrays </a>propongono allora un’idea: “Raccogli una cartaccia”: chiedere a ciascun abitante della Terra di raccogliere una cartaccia al mese e gettarla nella spazzatura (meglio se differenziata).</p>
<p>Ci sembra proprio una bella idea, perché è immediata, concreta, attuabile e verificabile. In più, senza proclami politici, leggi o provvedimenti dall’alto, ogni persona è chiamata ad agire subito, rincuorandosi del fatto che ce ne sono tantissime altre che fanno come lei.</p>
<p>Non partiamo dall’alto, ma dal basso. Non proviamo a risvegliare una Coscienza ma tante coscienze che, messe insieme, sono molto di più della loro semplice somma.</p>
<p><em>Jacopo Cirillo</em></p>
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		<title>Acaya &#8211; &#8220;L&#8217;acqua in mostra&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Rosanna Brambilla, Direttore della rivista Bravacasa, è intervenuta durante un incontro organizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;evento &#8220;L&#8217;acqua in mostra, come risorsa e come progetto&#8221; nella bellissima cornice del Castello di Acaya, nel Salento.
L&#8217;idea forte è quella di promuovere le nuove piattaforme multimediali, risorse inestimabili da sfruttare nel miglior modo possibile per diffondere e raccontare argomenti importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TmER2O8QVk8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/v/TmER2O8QVk8?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Rosanna Brambilla, Direttore della rivista Bravacasa, è intervenuta durante un incontro organizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;evento<a href="http://www.salentonline.it/eventi/dettagli.php?id_elemento=4648&amp;i=1&amp;parola_chiave=&amp;data=22/07/2011&amp;calendario=si&amp;data_dal=&amp;data_al="> &#8220;L&#8217;acqua in mostra, come risorsa e come progetto&#8221;</a> nella bellissima cornice del Castello di Acaya, nel Salento. <span id="more-4278"></span></p>
<p>L&#8217;idea forte è quella di promuovere le nuove piattaforme multimediali, risorse inestimabili da sfruttare nel miglior modo possibile per diffondere e raccontare argomenti importanti e impegnativi come quello dell&#8217;acqua, della sostenibilità, del rispetto dell&#8217;ambiente, dell&#8217;architettura consapevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tastiera &amp; mouse plastic free</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 06:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Periferiche per il computer in versione vegetale, interamente realizzate in legno di bambù: è la particolarità della linea Natural Informatic, proposta dai punti vendita di Eco Store. Una soluzione ecocompatibile sotto più punti di vista, questa.
In primo luogo utilizzando il bambù si risparmia plastica, oltre mezzo chilo soltanto per la tastiera. In alternativa a un derivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/ecostorebassa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4270" title="SET DEI PRODOTTI" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/07/ecostorebassa.jpg" alt="" width="449" height="262" /></a></p>
<p>Periferiche per il computer in versione vegetale, interamente realizzate in legno di bambù: è la particolarità della linea Natural Informatic, proposta dai punti vendita di <a href="http://www.ecostore.it">Eco Store</a>. Una soluzione ecocompatibile sotto più punti di vista, questa.<span id="more-4269"></span></p>
<p>In primo luogo utilizzando il bambù si risparmia plastica, oltre mezzo chilo soltanto per la tastiera. In alternativa a un derivato del petrolio, questo materiale biodegradabile, con elevate proprietà antibatteriche e antiradiazioni, già molto utilizzato per l’arredamento, il tessile e i rivestimenti, si presta ora inaspettatamente anche alla produzione di dispositivi hi-tech.</p>
<p>Inoltre, impiegando il bambù – ovviamente con metodi e tecniche sostenibili nel rispetto dell’ambiente -- non si corre il rischio di impoverire la Terra di una preziosa risorsa naturale, anzi. Diffusissima in molte zone dall’Asia all’Europa, questa canna legnosa cresce infatti alla velocità dell&#8217;erba, proliferando senza bisogno di cure e di fertilizzanti.</p>
<p>La linea di <a href="http://www.ecostore.it">Eco Store</a> comprende, oltre al mouse e alla tastiera, il microfono, gli auricolari e la chiavetta usb; oggetti molto curati anche nel design, ai quali si aggiungono altoparlanti a basso impatto ambientale in cartone riciclato.</p>
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		<title>La cucina di carta</title>
		<link>http://parlamidicase.com/sostenibilita/la-cucina-di-carta/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 06:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Immaginiamo uno dei materiali di consumo più sprecati al mondo, i fogli per le fotocopiatrici e le stampanti, utilizzati (e gettati via) a tonnellate ogni giorno. Ecco, è proprio questa la materia prima -- rigorosamente di riciclo -- della cucina Eco di Key, progettata da Alessio Bassan. Un modello davvero green in cui ante, parti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/bassa-key1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4197" title="bassa key" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/bassa-key1.jpg" alt="" width="346" height="363" /></a></p>
<p>Immaginiamo uno dei materiali di consumo più sprecati al mondo, i fogli per le fotocopiatrici e le stampanti, utilizzati (e gettati via) a tonnellate ogni giorno. Ecco, è proprio questa la materia prima -- rigorosamente di riciclo -- della cucina <a href="http://www.keysbabo.com">Eco di Key</a>, progettata da Alessio Bassan. Un modello davvero green in cui ante, parti interne, top e lavello sono realizzati con una tipologia del tutto nuova, ecocompatibile, di solid surface.<span id="more-4196"></span></p>
<p>Il prodotto si chiama Paperstone® ed è composto per l’80% da fibre di cellulosa e per il 20% da resine naturali, che non contengono sostanze derivate dal petrolio bensì acqua e oli ottenuti dai gusci degli anacardi. E per chi si chiedesse come la carta può fare una cucina: leggendo la scheda tecnica si fanno scoperte sorprendenti. Tra le caratteristiche vi sono duttilità, durabilità, resistenza all’abrasione, alle alte temperature, al fuoco e ai raggi Uv; stabilità e indeformabilità alle sollecitazioni meccaniche; impermeabilità e facilità di manutenzione, infine. Poche le differenze, insomma, rispetto a quella che può essere la presentazione dei materiali compositi più conosciuti sul mercato.</p>
<p>Come dice il nome stesso, pur derivando da un elemento fragile come la carta, Paperstone® è indistruttibile quanto un minerale;  i pannelli vengono colorati in tutto il loro spessore con tonalità che vanno dal marrone al verde. Già viene spesso impiegato per controsoffitti, supporti e rivestimenti: la prova sarà ora con il mondo dell’arredo e del design sostenibile.</p>
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		<title>Autocostruzione, la casa diventa possibile</title>
		<link>http://parlamidicase.com/sostenibilita/autocostruzione-la-casa-diventa-possibile/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 06:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
 Credit photo: progetto Eva Pescomaggiore
Chi deve comprare, affittare o costruire da zero si scontra con i vincoli dettati dalle imprese e dal mercato immobiliare, soprattutto in termini economici. Un passaggio non inevitabile, però&#8230; L’autocostruzione è un sistema tramite il quale un gruppo di privati si associa in cooperativa per partecipare direttamente alla realizzazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/autobassa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4166" title="autobassa" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/autobassa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/autobassa.jpg"></a> <em>Credit photo: <a href="http://blog.autocostruzione.info">progetto Eva Pescomaggiore</a></em></p>
<p>Chi deve comprare, affittare o costruire da zero si scontra con i vincoli dettati dalle imprese e dal mercato immobiliare, soprattutto in termini economici. Un passaggio non inevitabile, però&#8230; L’autocostruzione è un sistema tramite il quale un gruppo di privati si associa in cooperativa per partecipare direttamente alla realizzazione della casa in cui andrà ad abitare. <span id="more-4165"></span></p>
<p>Ciò significa seguire le diverse fasi del progetto e contribuire in prima persona ai lavori di costruzione. Non è una novità, questa formula, soprattutto all’estero: dall’Olanda agli Usa (dove si chiama self made housing) ha larga diffusione, con ottimi risultatati. In Italia rappresenta una riscoperta recente che la crisi ha reso d’attualità. Muovendosi a metà strada tra housing sociale e libero mercato, gli autocostruttori operano in autogestione, bypassando i canali tradizionali.</p>
<p>Sia chiaro, comunque, cantiere autogestito non vuole dire anarchico: esistono regole e ci si avvale di professionisti, rispettando più che altrove criteri di qualità, sicurezza e sostenibilità; tutto a costi che possono ridursi dal 20% fino al 40%. Con qualche fraintendimento, di autocostruzione si sente oggi spesso parlare come di una possibilità (un escamotage, pensano alcuni) per favorire soltanto gli stranieri; in realtà è un’opportunità che rende l’aspirazione alla casa meno remota per tutti e in particolare per chi ha reddito medio-basso.</p>
<p>Per approfondire il tema e conoscere progetti specifici ci sono in rete <a href="http://www.autocostruzione.net">siti</a><cite> </cite>e <a href="http://blog.autocostruzione.info">blog</a>: dietro quest’idea, anche una cultura edilizia in armonia con il territorio, per tutelarne le peculiarità; e una risposta alla cementificazione incontrollata che interessa da anni molte nostre regioni.</p>
<p><em>Eleonora Poli</em></p>
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		<title>Terra da condividere</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 06:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Con i G.a.s., gruppi di acquisto solidale, abbiamo preso confidenza da tempo; cambia solo una lettera ed ecco invece i G.a.t: stesso principio, con la differenza che, in questo caso, ci si mette in società per comprare non prodotti, ma terreni da coltivare. Tale formula di condivisione, con vantaggi sia pratici sia economici, rappresenta oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/terra3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4103" title="terra3" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/06/terra3.jpg" alt="" width="350" height="206" /></a></p>
<p>Con i G.a.s., gruppi di acquisto solidale, abbiamo preso confidenza da tempo; cambia solo una lettera ed ecco invece i G.a.t: stesso principio, con la differenza che, in questo caso, ci si mette in società per comprare non prodotti, ma terreni da coltivare. Tale formula di condivisione, con vantaggi sia pratici sia economici, rappresenta oggi una nuova opportunità per chi voglia acquistare la quota di una tenuta agricola insieme a un numero predefinito di altri associati. <span id="more-4099"></span></p>
<p>Una proprietà così strutturata offre un&#8217;organizzazione e una gestione professionale, con la possibilità di disporre di mezzi che avrebbero costi proibitivi per il singolo. Tutt’altro che un hobby, quello dei risparmiatori che, nelle diverse regioni italiane, scelgono di aderire a un <a href="http://www.gruppoacquistoterreni.it">G.a.t.</a> Nella maggior parte dei casi si tratta di un investimento che unisce l’intenzione di riavvicinarsi alla natura alla concretezza di uno sbocco professionale; e, perché no, di una rendita sicura.</p>
<p>Non sono da sottovalutare gli aspetti correlati. Valorizzare la coltivazione diretta ha anche finalità etiche, propone un modello di sfruttamento sostenibile delle risorse, ristabilendo, seppure su piccola scala, un rapporto diretto tra produzione e utilizzo. Aziende agricole come i G.a.t. contribuiscono inoltre a salvare aree coltivabili che sarebbero altrimenti soggette a speculazione edilizia e cementificazione. Viene inoltre incentivata la produzione di ortaggi e frutta secondo metodi biologici ed ecocompatibili, oltre al consumo locale, con drastica riduzione delle spese di trasporto. Non è detto che la fuga sia sempre dalla campagna verso la città, quindi: la tendenza sembra essersi addirittura invertita, se si calcola che negli ultimi due anni sono nate in Italia più imprese agricole rispetto a quelle industriali.</p>
<p> <em>Eleonora Poli</em></p>
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		<title>Lineasette Amici della Natura</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 13:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il Club Imprese per la Natura del WWF è un progetto rivolto alla piccola e media imprenditoria e si rivolge alle aziende il cui business è connesso all&#8217;ambiente, ma  anche ad aziende che manifestano interesse verso pratiche di efficienza  energetica e di impatto ambientale, in coerenza con i principi del WWF.
Lineasette ha deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/03/lineasette_wwf_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3639" title="lineasette_wwf_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2011/03/lineasette_wwf_opt.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=4093">Club Imprese per la Natura</a> del WWF è un progetto rivolto alla piccola e media imprenditoria e si rivolge alle aziende il cui business è connesso all&#8217;ambiente, ma  anche ad aziende che manifestano interesse verso pratiche di efficienza  energetica e di impatto ambientale, in coerenza con i <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;root=5988">principi</a> del WWF.<span id="more-3638"></span></p>
<p><a href="http://www.lineasette.eu/">Lineasette</a> ha deciso di aderire all&#8217;iniziativa con un tris di vasetti in gres porcellanato -- un gatto, un topo e uno scoiattolo -- da utilizzare sul piano della cucina per conservare erbe officinali o per la fioritura di piccoli bulbi.</p>
<p><em>Jacopo Cirillo</em></p>
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