Tante case, ma non per tutti

(credit foto: Legambiente Molise)

Contraddizioni evidenti anche solo nei numeri. Negli ultimi 15 anni in Italia sono state costruite 4 milioni di abitazioni, ma ne sono rimaste vuote oltre un milione, inutilizzabili da chi ne avrebbe bisogno perché hanno costi troppo alti. Legambiente ha pubblicato la scorsa settimana un dossier che fa il punto sul consumo del suolo nelle diverse regioni: dai dati emerge il quadro di un settore edilizio che procede per conto proprio, senza rispondere all’effettiva domanda di case da abitare.

Il boom delle costruzioni, che ha toccato il picco nel 2005 (considerando nuovi edifici, ampliamenti e anche gli abusi condonati), non ha portato i vantaggi sperati; ha provocato però uno sfruttamento indiscriminato delle risorse e danni paesaggistici incalcolabili. Tonnellate di metri cubi di cemento, ma a beneficio di chi? Qualcosa non ha funzionato, denuncia Legambiente. Ora la crisi economica ha fatto chiudere in breve tempo migliaia di imprese edili; e intanto molte famiglie continuano a non potersi permettere né di acquistare né di affittare.

Ci sono sfrattati e appartamenti vuoti. Non è bastata la semplificazione delle procedure prevista dalle più recenti normative per avviare un nuovo corso, anzi… Questa “deregulation” rischia di compromettere qualità e sicurezza. La soluzione proposta? Investire sul recupero degli immobili già esistenti potrebbe ridare lavoro a chi l’ha perso e riqualificare aree degradate, soprattutto quelle a rischio idrogeologico e sismico.

Eleonora Poli


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