Scollato per un bicchiere d’acqua
È di oggi un articolo del Corriere che segnala la situazione degli stabilimenti Indesit che producono lavatrici. Ci saranno chiusure. Di qualche giorno fa la notizia che sono rimasti in gran parte inutilizzati i fondi messi a disposizione per l’acquisto di elettrodomestici. È di qualche giorno fa il racconto, fatto a me, di un tassista che affranto sosteneva di aver preso un tavolo di “marca” made in Italy, e che un bicchiere d’acqua ha letteralmente divelto.
Si, è bastato il rovesciamento di un bicchiere per staccare l’impiallacciatura del piano. L’azienda, dopo un balletto di rimbalzo con il rivenditore, gliene ha consegnato un altro che però presentava anch’esso problemi e la risposta è stata: questo è il nostro standard qualitativo. E anche: ci metta una tovaglia! A me quest’estate, avendo usato come appoggio un piano recuperato da un mobile di marca “altissima”, è capitato di vedere lo stesso dopo una pioggerellina estiva.
Morale? In autunno cadranno bicchieri, pioverà più forte, le aziende scopriranno che il design ha bisogno di credibilità e non solo “immagine” così come la conosciamo. E che con meno soldi in circolazione tutti si faranno più critici e attenti. Se il made in Italy per essere competitivo abbassa standard, se si chiudono aziende, se cominciamo a strapparci un “osso”, è il momento di trovare soluzioni non a breve respiro. Sollecitando, chi può, a trovare pensieri veri per immaginare risposte che non siano quelle che conoscevamo. Siamo al truciolare, se non si può dire alla frutta!
Rosanna Brambilla
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