Quando gli scimpanzè ci ricordano casa

Un pensiero mi collega all’attività di Margherita D’Amico, scrittrice, pubblicista e fondatrice dell’associazione onlus La Vita degli Altri e del portale Il respiro, un progetto di verifica, controllo e salvaguardia delle aree verdi, degli alberi, dei corsi d’acqua, della biodiversità, degli animali (e anche di noi stessi); questo pensiero è che se salviamo una specie in un habitat ma poi tutto il resto va a remengo, beh, allora non funziona. E lo stesso vale per molte altre questioni che mettono in relazione una tutela all’altra. 

Nota per la sua continua ricerca durata quarant’anni sulla vita sociale degli scimpanzè, etologa e antropologa, Messaggero di Pace dell’Onu nel 2002, Goodall dirige l’istituto che porta il suo nome e che si occupa e difende i diritti dei primati in diverse parti del mondo. Si occupa in maniera attiva anche di battaglie ambientaliste e umanitarie, e proprio per queste battaglie e il suo impegno in campo scientifico ha ottenuto molte onorificenze, tra cui il premio Kyoto (www.janegoodall.org). Proprio ieri, giovedì 24 giugno, Jane Goodall era a Roma per ritirare il Premio Archivio Disarmo per la Pace-Colombe d’oro, premio che sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, è giunto alla sua XXVI edizione.

Il premio è stato consegnato alla scienziata da Rita Levi Montalcini. Il Jane Goodall Institute Italia presieduto da Daniela De Donno, ha partecipato con i suoi volontari alla cerimonia in onore della famosa primatologa e naturalista che ha ampliato l’originario studio dei primati alla difesa della vita in tutte le sue forme e all’impegno umanitario.

Ilaria Moschino


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