Non si uccidono così anche i cavalli?
Ci vuole una faccia tosta cialtrona e senza pudore o una ignoranza delle più elementari nozioni botaniche per allestire in questo modo lo spazio che, in via Tortona, ospita niente meno che un concorso di design che si autodefinisce “Be Sustainable”. Alcune centinaia di vasi contenenti piante officinali affollano ogni dove in questo spazio ormai simile ad un lazzaretto vegetale.
Siamo a poco più della metà dell’evento e le povere piantine stanno giocando le ultime carte nel tentativo di sopravvivere all’incompetenza del progettista dell’allestimento. Le salvie sono miseramente accasciate dall’arsura, le melisse filano contorcendosi alla ricerca di luce, i rosmarini e le piantine di timo languono senza speranza. La situazione è talmente irritante che i visitatori commentano solo lo stato di malessere delle piantine quasi ne percepissero i gemiti addolorati. E le povere hostess si scusano dell’ecatombe.
Irritazione numero 1. Al vetrinista che ha progettato lo spazio è consentito il non aver letto Gustav Theodor Fechner e il suo illuminante NANNA ma non gli può essere consentito, dopo questo scempio in materia di uso del verde, di andare oltre il verde del semaforo. Ammonizione semplice.Irritazione numero 2. I responsabili marketing e comunicazione dello sponsor internazionale di questo evento hanno fatto un bel danno coprendolo di ridicolo. Forse erano in vacanza se non di fatto certamente con le sinapsi neuronali. Ammonizione doppia ed espulsione. Meritano di trovarsi un nuovo mestiere, perché anche il cavalcare una moda prevede una certa professionalità, almeno da cavallerizzo.
Antonio Cazzaniga
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