Arriva il disinquinatore domestico

Leggo su la Repubblica di sabato 29 maggio un interessante articolo di Federico Rampini da New York che dalla prima pagina (meno male)  rimanda a pag.27. Non so se interpretarlo come un’americanata ma non sembra. Sono comunque interessanti alcuni dati che non tutti conoscono forse: pare che le nostre nonne quando dicevano “apri la finestra che bisogna cambiare aria” avessero già capito tutto. La casa è molto più inquinata della seppur inquinatissima strada, per lo meno in città, se non si abita sulle isole dell’arcipelago…

Le aggressioni invisibili che subiamo in casa sono: le esalazioni chimiche, le onde elettromagnetiche, i veleni nascosti nell’acqua del rubinetto, nella dispensa, nei cosmetici, le muffe nei muri, e sono il 50% in più rispetto all’aria che si respira per le strade.

Quindi a N.Y. si può chiamare “home biology consultant”. Costa intorno ai 400 dollari si presenta con una vasta gamma di misuratori per verificare quale grado di inquinamento si “respira” nella nostra casa. Sotto il controllo di quelli che Rampini definisce simili agli interpreti di “Ghostbusters” -- chi non lo ha visto? -- inizia  a misurare forni a microonde, frigoriferi, schermo TV ultrapiatto, detersivi, creme per la notte per il giorno, deodoranti… guai ad accendere una candela profumata!

Io credo sia interessante rivedere di cosa ci circondiamo, senza saperlo, ma soprattutto è interessante che un quotidiano come La Repubblica si dia la pena di pubblicarlo in prima pagina.

Alessandra Laudati


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