La verde e boscosa Padania
A pagina 4 del Corriere della Sera, cronaca di Milano e Lombardia, a firma Cesare Giuzzi potete leggere la bella proposta del tandem, così li definisce il giornalista, composto dall’architetto Stefano Boeri e dal costruttore Camillo Agnoletto. Se vi siete perso l’allegato di cronaca locale o se questo non vi raggiunge dove siete, vi faccio un breve riassunto. Il senso è: costruire le nuove case popolari in legno e a prezzo basso. Progettare, dice l’architetto, per single e giovani coppie. Costruire a costi bassi e in tempi rapidi, sull’esempio delle case per i terremotati dell’Aquila.
Ottimo dico io. La Federlegno-Arredo viene descritta, e me le vedo, già freneticamente all’opera per l’arredamento low cost dei nuovi edifici. La Regione Lombardia dal canto suo, cito testualmente, incoraggia ad utilizzare legname proveniente da “foreste e boschi lombardi” così da azzerare inquinamento (legname a chilometri zero?) e costi di trasporto. Ottimo ridico io, mi restano due quesiti e una attesa.
I quesiti sono: che ne è della promessa di smettere con la scriteriata politica di sottrazione dei suoli per scopi edilizi? Qui la risposta sarà semplice… sono i soliti suoli lasciati al degrado. Secondo: perché mai le aziende leader nel settore delle costruzioni in legno pervicacemente si procurano l’abete rosso e il larice (queste le essenze che si utilizzano, non il pioppo o la robinia) in Siberia invece che nelle foreste intorno Cantù? L’attesa, infine, è di vedere come va a finire questa ideona che fa il pari con quella dei grattacieli boscosi senza onere di irrigazione e potatura. Nel frattempo si intrufola nella proposta don Virgilio Colmegna, presidente della Casa della Carità, che suggerisce di “offrire alloggi adeguati alle famiglie Rom in alternativa ai campi”. L’onorevole Selvini come prenderà l’idea di usare legno padano per siffatto impiego? Seguiranno sviluppi… o no?
Antonio Cazzaniga
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