<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>
<channel>
	<title>ParlamiDiCase &#187; architettura</title>
	<atom:link href="http://parlamidicase.com/tag/architettura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://parlamidicase.com</link>
	<description>La casa, in generale</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Jan 2012 10:34:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Design made in BO</title>
		<link>http://parlamidicase.com/design/design-made-in-bo/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/design/design-made-in-bo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 10:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[portale]]></category>
		<category><![CDATA[progettazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=2511</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;Expo di Shangai, l&#8217;Italia e le sue eccellenze saranno rappresentate anche da Made in Bo, un nuovo portale web dedicato alla creatività e al design presentato da Unindustria Bologna con Lega Coop e curato da Noetica. Il suo scopo iniziale è quello di valorizzare il design e l&#8217;architettura di Bologna e di tutto il territorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/07/madeinbo2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2518" title="madeinbo" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/07/madeinbo2.jpg" alt="" width="476" height="185" /></a>All&#8217;Expo di Shangai, l&#8217;Italia e le sue eccellenze saranno rappresentate anche da <a href="http://www.designmadeinbo.it/" target="_blank">Made in Bo</a>, un nuovo portale web dedicato alla creatività e al design presentato da <a href="http://www.unindustria.bo.it" target="_blank">Unindustria Bologna</a> con <a href="http://www.legacoop.it" target="_blank">Lega Coop</a> e curato da <a href="http://noetica.it/index.htm" target="_blank">Noetica</a>. Il suo scopo iniziale è quello di valorizzare il design e l&#8217;architettura di Bologna e di tutto il territorio dell&#8217;Emilia-Romagna all&#8217;Expo. Il progetto ha coinvolto, ad oggi, aziende, progettisti, scuole e riviste di design, tutte unite per rappresentare il made in Italy a Shangai.<span id="more-2511"></span></p>
<p>Ma l&#8217;attività del portale non si esaurirà certo con la manifestazione cinese: eventi e manifestazioni continueranno a essere organizzati in tutto il territorio, per espandere ulteriormente il network di aziende, progettisti e designer del portale e renderlo un vero punto di riferimento per gli appassionati e gli addetti ai lavori.</p>
<div id="_mcePaste">L&#8217;Arch. Massimo Iosa Ghini, Presidente dell&#8217;ADI Emilia Romagna che ha partecipato al progetto e ha coordinato i lavori della commissione, spiega a proposito: &#8220;<em>l&#8217;Emilia Romagna produce un ottimo design, che incarna l&#8217;idea di buon vivere tipica del nostro territorio. Questo spirito regionale, a mio parere, finisce anche nei prodotti, di qualsiasi categoria essi siano e ne determina, insieme al livello di innovazione raggiunto, il successo. Tutte le iniziative di ricognizione del design, come Design Made in BO, sono assolutamente da promuovere poiché permettono alle aziende di prendere coscienza del sistema che hanno intorno e in un certo senso anche di &#8220;contarsi&#8221;. Ne traggono giovamento anche le scuole,i </em><em>laboratori creativi e soprattutto i giovani che in questo modo capiscono che intorno a loro c&#8217;è realmente un sistema in movimento e ne possono intuire la direzione</em>.&#8221;</div>
<p>I settori produttivi coinvolti nel progetto comprendono abbigliamento e accessori, arredamento e illuminazione, auto e moto, macchinari e apparecchiature, oggettistica, materiali e componenti per l&#8217;edilizia, grafica e packaging. Qui sotto potete vedere il video di presentazione del portale.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13395232&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13395232&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Jacopo Cirillo</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/design/design-made-in-bo/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/design/design-made-in-bo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scrittori con licenza di architetto</title>
		<link>http://parlamidicase.com/parlamidilibri/scrittori-con-licenza-di-architetto/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/parlamidilibri/scrittori-con-licenza-di-architetto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlamidilibri]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo La Porta]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=2405</guid>
		<description><![CDATA[
Letteratura e architettura, il passo è più breve di quanto si pensi, soprattutto quando si tratta di interpretare l’anima dei luoghi. Nel suo libro “Uno sguardo sulla città” (Donzelli) Filippo La Porta ha chiesto a 23 autori contemporanei di raccontare altrettante città e regioni italiane.
Territori di origine o di adozione sono tratteggiati con voluta soggettività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/07/ok_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2406" title="ok_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/07/ok_opt.jpg" alt="" width="400" height="578" /></a></p>
<p>Letteratura e architettura, il passo è più breve di quanto si pensi, soprattutto quando si tratta di interpretare l’anima dei luoghi. Nel suo libro “Uno sguardo sulla città” (Donzelli) Filippo La Porta ha chiesto a 23 autori contemporanei di raccontare altrettante città e regioni italiane.<span id="more-2405"></span></p>
<div id="_mcePaste">Territori di origine o di adozione sono tratteggiati con voluta soggettività e incompiutezza: un viaggio a più voci ci fa vedere insieme e dettagli sotto luci diverse. Sorprende un po’ scoprire che gli scrittori non sognano affatto, ma osservano con lucidità, sono pragmatici e hanno una vocazione nascosta da urbanisti. I loro interventi, né guida turistica né diario intimo, sono ritratti in poche linee con istruzioni sparse per l’uso.</div>
<p>Da Venezia a Palermo, nomi noti ed emergenti condividono un giudizio che già conosciamo bene: la metropoli post-moderna manca di progettualità; è il mercato, immobiliare ma non solo, a deciderne tempi e modi al posto del piano regolatore. Cambiano però le storie, e gli occhi che guardano. Per Roma, Edoardo Albinati evidenzia come le nuove opere diventino invisibili, soffocate dall’onnipresenza del passato.</p>
<p>Nella Milano vista da Biondillo, vitalità, fermento e fame di novità spesso si avvitano su se stessi; e il design è principalmente d’esportazione, senza riflessi effettivi sul volto urbano e la vita delle persone. La Bari di Andrea Piva parla di un quartiere rimodellato in pochi anni non da edifici e spazi a misura d’uomo bensì… dalla costruzione di una grande sede Ikea. A Torino poi, secondo Culicchia, i tanti impulsi culturali degli ultimi anni si scontrano con la tendenza radicata da secoli negli abitanti: quella di andare, nonostante tutto, ognuno diritto per la propria strada.</p>
<p><em>Eleonora Poli</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/parlamidilibri/scrittori-con-licenza-di-architetto/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/parlamidilibri/scrittori-con-licenza-di-architetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guida al Salone del Mobile &#124; Architonic</title>
		<link>http://parlamidicase.com/saloni-2010/guida-al-salone-del-mobile-architonic/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/saloni-2010/guida-al-salone-del-mobile-architonic/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 10:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architonic]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=1226</guid>
		<description><![CDATA[
Architonic è un portale indipendente di architettura e design che, con quasi sei milioni di visitatori all&#8217;anno, si candida come la più grande community di e per architetti, designer e semplici appassionati di arredamento. Esperti e professionisti selezionano e segnalano le migliori proposte  per gli addetti ai lavori e non. E come ogni anno pubblicano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/architonic-thumb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1227" title="architonic-thumb" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/architonic-thumb.jpg" alt="" width="316" height="217" /></a></p>
<p><a href="http://www.architonic.com/it/" target="_blank">Architonic</a> è un portale indipendente di architettura e design che, con quasi sei milioni di visitatori all&#8217;anno, si candida come la più grande community di e per architetti, designer e semplici appassionati di arredamento. Esperti e professionisti selezionano e segnalano le migliori proposte  per gli addetti ai lavori e non. E come ogni anno pubblicano una dettagliata <a href="http://www.architonic.com/etc/download/Salone_del_Mobile_Milano_2010_Guide_Architonic.pdf  " target="_blank">guida al Salone del Mobile</a> di Milano scaricabile <a href="http://www.architonic.com/etc/download/Salone_del_Mobile_Milano_2010_Guide_Architonic.pdf  " target="_blank">qui</a>.</p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/saloni-2010/guida-al-salone-del-mobile-architonic/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/saloni-2010/guida-al-salone-del-mobile-architonic/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vernacular villages</title>
		<link>http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/vernacular-villages/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/vernacular-villages/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 14:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un fotografo]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[villaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=1079</guid>
		<description><![CDATA[
Ho sempre ammirato il senso di aggregazione dei villaggi antichi, in cui le vicine case ti fanno sentire parte di una comunità e dove il calore generato nelle mura domestiche è condiviso e trattenuto in una sorta di abbraccio architettonico. Intraprendo questo viaggio nel sud Italia motivato dalla convinzione che la spontaneità di quei villaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/santini1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1087" title="santini1" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/santini1.jpg" alt="" width="433" height="280" /></a></p>
<p>Ho sempre ammirato il senso di aggregazione dei villaggi antichi, in cui le vicine case ti fanno sentire parte di una comunità e dove il calore generato nelle mura domestiche è condiviso e trattenuto in una sorta di abbraccio architettonico. Intraprendo questo viaggio nel sud Italia motivato dalla convinzione che la spontaneità di quei villaggi ha una saggezza progettuale da prendere a modello nelle applicazioni della vita abitativa contemporanea, con le sue attuali problematiche di sostenibilità energetica ed ambientale.<span id="more-1079"></span></p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/santini2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1089" title="santini2" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/santini2.jpg" alt="" width="430" height="287" /></a></p>
<p>Un viaggio itinerante attraverso le Isole Eolie, la Sicilia, l’isola di Pantelleria, la Puglia, l’isola di Capri, alla ricerca di una matrice comune che è il recupero di una architettura spontanea antica, in origine creata da gente ordinaria senza l’intervento di architetti professionisti, e che oggi è oggetto di attenzione da parte di proprietari illuminati e progettisti attenti a restauri conservativi che ne evidenziano le originali caratteristiche.</p>
<p>Questi villaggi e le loro abitazioni usano materiali naturali locali per la loro costruzione riducendo conseguentemente il costo d’ importazione di tali risorse. Alcune delle case presentate utilizzano, ad esempio, per la tinteggiatura degli esterni calce bianca non per vezzo estetico ma per riflettere la luce solare per contenere le temperature negli interni durante i mesi più caldi dell’anno. L’aspetto interessante è che tali accorgimenti e materiali naturali utilizzati come ad esempio la pietra, il legno, il ferro, quando usati nei modi presentati creano una vita e una magia estetica da cui trarre ispirazione.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/santini6.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1088" title="santini6" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/santini6.jpg" alt="" width="160" height="239" /></a>Tuttavia analizzare razionalmente gli elementi che concorrono alla creazione di tali equilibri può avere, a volte, efficacia limitata.  Come si gusta un eccellente piatto di cucina nostrana di questi luoghi senza chiedersi delle quantità degli ingredienti, ogni lettore di questo testo potrebbe calarsi nelle solari atmosfere delle immagini di queste isole sognando una calda giornata d’estate; e all’insistente canto delle cicale potremmo immaginare di prendere sonno nella fresca alcova termoventilata di un Dammuso per poi rinfrescarsi il viso, al risveglio, con l’acqua della cisterna proveniente dalla pioggia dell’ultimo temporale.</p>
<p><em>Claudio Santini</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/vernacular-villages/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/vernacular-villages/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cabina armadio</title>
		<link>http://parlamidicase.com/architettura-dinterni/la-cabina-armadio/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/architettura-dinterni/la-cabina-armadio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura d'interni]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[cabina armadio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=1020</guid>
		<description><![CDATA[
(vai alla gallery)
La cabina armadio presenta molti vantaggi rispetto a un armadio classico, tra questi la divisione più razionale dei capi d&#8217;abbigliamento, la velocità e la comodità nella scelta degli stessi, il miglior sfruttamento di quei piccoli spazi che, altrimenti, andrebbero persi, la possibilità di illuminare in modo corretto l&#8217;ambiente, contenere in un unico spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1021 aligncenter" title="foto cabina 2-1_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/foto-cabina-2-1_opt.jpg" alt="" width="240" height="320" /></p>
<div>
<div style="text-align: left;">(vai alla <a href="http://parlamidicase.com/cabina-armadio/" target="_blank">gallery</a>)</div>
<p>La cabina armadio presenta molti vantaggi rispetto a un armadio classico, tra questi la divisione più razionale dei capi d&#8217;abbigliamento, la velocità e la comodità nella scelta degli stessi, il miglior sfruttamento di quei piccoli spazi che, altrimenti, andrebbero persi, la possibilità di illuminare in modo corretto l&#8217;ambiente, contenere in un unico spazio di tutti i singoli capi, abiti, giacche, cappotti, cinture, scarpe, intimo, borse accessori, ecc.</p>
</div>
<p><strong>Cabina armadio 1</strong></p>
<div id="_mcePaste">Questa tipologia di cabina armadio si può realizzare sia in fase di ristrutturazione, creando un nuovo locale, sia adattando un locale ripostiglio esistente, meglio se adiacente alla camera da letto. Il progetto prevede cassetti, appenderia varia, cinture e cravatte, spazi per abiti, gonne, pantaloni, cappotti, un&#8217;ampia zona scarpiera con area borse e ripiani superiori per valigie o scatole. Le dimensioni indicative di questa cabina armadio sono 300 cm x 160 cm la zona armadi, 170 cm il vano scarpiera, per un altezza totale di 310 circa. Potrete adattare i vari moduli allo spazio a vostra disposizione e scegliere se dotare i singoli vani di ante.</div>
<p><img class="size-full wp-image-1023 alignleft" title="foto cabina 2-3_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/foto-cabina-2-3_opt.jpg" alt="" width="240" height="320" /></p>
<p><strong>Cabina armadio 2</strong></p>
<div id="_mcePaste">Studiata per locali di piccole dimensioni, quello rappresentato misura 160 cm x 90 cm, h 270, può contenere lo spazio necessario per tutti i singoli capi d&#8217;abbigliamento; la particolarità di questo progetto sono le piccole &#8220;scatole&#8221;  fissate a muro, progettate per contenere magliette e piccoli capi d&#8217;abbigliamento/accessori (vedi fotografie).</div>
<p><strong>Cabina armadio 3</strong></p>
<div id="_mcePaste">Questa tipologia di cabina armadio può essere realizzata in caso vi sia un lungo corridoio con accesso alla camera da letto matrimoniale, è un buon modo per accorciare il corridoio e, contemporaneamente, creare uno spazio cabina armadio E&#8217; stato progettato per essere completato da una serie di faretti sul soffitto ed un grande specchio sulla parete libera. Dimensioni indicative 300 cm x 185 cm, h 270 cm.</div>
<p><strong>Cabina armadio 4</strong></p>
<div id="_mcePaste">In questo progetto si è scelto di destinare un intero locale dell&#8217;appartamento alla cabina armadio, per poi accedere alla camera da letto padronale. Quando la cabina armadio diventa locale di passaggio è sempre opportuno utilizzare le ante per mascherarne il contenuto. In questo progetto le ante sono ampie e scorrevoli con finitura vetro grigio fumè, che permette di intravedere l&#8217;interno, è compreso un sistema di illuminazione che si aziona con l&#8217;apertura delle porte. Internamente lo spazio è organizzato per contenere tutti i capi d&#8217;abbigliamento.</div>
<p><em>Monica Venturini</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/architettura-dinterni/la-cabina-armadio/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/architettura-dinterni/la-cabina-armadio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prima e dopo – Navigli e gatto nero #2</title>
		<link>http://parlamidicase.com/uncategorized/prima-e-dopo-%e2%80%93-navigli-e-gatto-nero-2/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/uncategorized/prima-e-dopo-%e2%80%93-navigli-e-gatto-nero-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Navigli]]></category>
		<category><![CDATA[ristrutturazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=923</guid>
		<description><![CDATA[
Puntata 2: IL PROGETTO PRELIMINARE (vai alla gallery) (vai alla puntata 1)
Il progetto preliminare si sviluppa intorno a due punti focali: il primo, decidere dove posizionare il nuovo muro divisorio in modo da ricavare due unità di simile metratura; il secondo, quali porzioni del muro portante “a croce” mantenere e quali, eventualmente, demolire per rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/particolare-soffitti_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-927" title="particolare soffitti_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/particolare-soffitti_opt.jpg" alt="" width="400" height="533" /></a></div>
<p>Puntata 2: IL PROGETTO PRELIMINARE (vai alla <a href="http://parlamidicase.com/prima-e-dopo-2/" target="_blank">gallery</a>) (vai alla <a href="http://parlamidicase.com/prima-e-dopo/prima-e-dopo-navigli-e-gatto-nero-1/">puntata 1</a>)</p>
<p>Il progetto preliminare si sviluppa intorno a due punti focali: il primo, decidere dove posizionare il nuovo muro divisorio in modo da ricavare due unità di simile metratura; il secondo, quali porzioni del muro portante “a croce” mantenere e quali, eventualmente, demolire per rendere gli ambienti comunicanti. Dopo avere calcolato 118 metri quadrati totali a disposizione, decido di posizionare la linea divisoria (vedi linea viola sulla prima planimetria) in un punto che mi permetterà di non demolire ampie porzioni portanti di muratura e di sfruttare, al meglio, i vani esistenti.<span id="more-923"></span></p>
<p>Prevedo invece di demolire completamente tutti i tavolati divisori in tavelle e di eliminare i due camini, inutilizzati e con canne fumarie occluse. Una linea perpendicolare a una facciata e parallela all&#8217;altra sarà il muro divisorio tra le unità, permettendomi di avere una perpendicolarità nell&#8217;organizzare successivamente i diversi locali.</p>
<p>Una volta “svuotato” il muro portante e posizionata la linea di confine, in planimetria si individuano due appartamenti rispettivamente da 67 mq, appartamento A, e 51 mq, appartamento B; di entrambi viene mantenuto l’accesso dal ballatoio. In questa fase iniziale, particolare stimolo progettuale fu rappresentato dal fatto che il Committente non mi indicò né una metratura minima da rispettare per ogni appartamento, né la scelta a priori dell’appartamento a lui destinato, quindi entrambi gli appartamenti avranno lo stesso concept e approccio progettuale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/progetto-preliminare-1_opt.jpg"><img class="size-medium wp-image-928 aligncenter" title="progetto preliminare 1_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/progetto-preliminare-1_opt-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a></p>
<p>Durante la fase di progettazione di massima eseguo ulteriori sopralluoghi per verificare che non vi siano vincoli per quanto riguarda le finiture; le pavimentazioni, avendo subito modifiche nel tempo,non risultano di particolare pregio, lo stesso vale per i serramenti interni e per i soffitti mentre iserramenti esterni risultano sostituiti di recente. Procedo con la divisione interna dei vari locali, ogni appartamento dovrà avere un ampio soggiorno con angolo cottura, un bagno e una camera da letto.</p>
<p>L&#8217;appartamento A, anche se più ampio dell&#8217;altro, risulta subito il più complicato, la presenza di due portefinestre ad angolo affacciate sui balconi mi porta a collocare il soggiorno in questa porzionedell&#8217;appartamento. Seguono camera da letto e bagno, da posizionare entrambi nei due spazi rimanenti con finestra; il bagno, di forma regolare, deve essere per normativa disimpegnato dal locale cottura/soggiorno tramite un locale filtro. Dall&#8217;ingresso al soggiorno rimane un&#8217;ampia area senza finestre, decido di dividerla nella sua lunghezza in due porzioni similari: una, confinante con l&#8217;altro appartamento, è indispensabile per raggiungere la parte superiore dell&#8217;appartamento; l&#8217;altra può essere destinata a locali di servizio che non necessitano di luce naturale, come per esempio cabina armadio, disimpegno e ripostiglio.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-929 aligncenter" title="progetto preliminare 2_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/progetto-preliminare-2_opt-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></p>
<p>L’appartamento B, più semplice, ha un grande spazio con accesso dal ballatoio, che viene destinato alla zona soggiorno/angolo cottura; rimanendo solo una finestra nella zona superiore è d’obbligo posizionare la camera da letto da cui la scelta del bagno cieco. Vedremo nella prossima puntata posizionamento arredi, bagni e finiture.</p>
<p><em>Monica Venturini</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/uncategorized/prima-e-dopo-%e2%80%93-navigli-e-gatto-nero-2/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/uncategorized/prima-e-dopo-%e2%80%93-navigli-e-gatto-nero-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La verde e boscosa Padania</title>
		<link>http://parlamidicase.com/parlamidiverde/la-verde-e-boscosa-padania/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/parlamidiverde/la-verde-e-boscosa-padania/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 14:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlamidiverde]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[case popolari]]></category>
		<category><![CDATA[legname]]></category>
		<category><![CDATA[pioppi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=822</guid>
		<description><![CDATA[
A pagina 4 del Corriere della Sera, cronaca di Milano e Lombardia, a firma Cesare Giuzzi potete leggere la bella proposta del tandem, così li definisce il giornalista, composto dall&#8217;architetto Stefano Boeri e dal costruttore Camillo Agnoletto. Se vi siete perso l&#8217;allegato di cronaca locale o se questo non vi raggiunge dove siete, vi faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/phpTMsDB7AM.jpg.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-823" title="phpTMsDB7AM.jpg" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/phpTMsDB7AM.jpg.jpeg" alt="" width="267" height="400" /></a></p>
<p>A pagina 4 del Corriere della Sera, cronaca di Milano e Lombardia, a firma Cesare Giuzzi potete leggere la bella proposta del tandem, così li definisce il giornalista, composto dall&#8217;architetto Stefano Boeri e dal costruttore Camillo Agnoletto. Se vi siete perso l&#8217;allegato di cronaca locale o se questo non vi raggiunge dove siete, vi faccio un breve riassunto. Il senso è: costruire le nuove case popolari in legno e a prezzo basso. Progettare, dice l&#8217;architetto, per single e giovani coppie. Costruire a costi bassi e in tempi rapidi, sull&#8217;esempio delle case per i terremotati dell&#8217;Aquila.<span id="more-822"></span></p>
<p>Ottimo dico io. La Federlegno-Arredo viene descritta, e me le vedo, già freneticamente all&#8217;opera per l&#8217;arredamento low cost dei nuovi edifici.  La Regione Lombardia dal canto suo, cito testualmente, incoraggia ad utilizzare legname proveniente da &#8220;foreste e boschi lombardi&#8221; così da azzerare inquinamento (legname a chilometri zero?) e costi di trasporto. Ottimo ridico io, mi restano due quesiti e una attesa.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/Ponte_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-824" title="Ponte_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/Ponte_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>I quesiti sono: che ne è della promessa di smettere con la scriteriata politica di sottrazione dei suoli per scopi edilizi? Qui la risposta sarà semplice… sono i soliti suoli lasciati al degrado. Secondo: perché mai le aziende leader nel settore delle costruzioni in legno pervicacemente si procurano l&#8217;abete rosso e il larice (queste le essenze che si utilizzano, non il pioppo o la robinia) in Siberia invece che nelle foreste intorno Cantù? L&#8217;attesa, infine, è di vedere come va a finire questa ideona che fa il pari con quella dei grattacieli boscosi senza onere di irrigazione e potatura. Nel frattempo si intrufola nella proposta don Virgilio Colmegna, presidente della Casa della Carità, che suggerisce di &#8220;offrire alloggi adeguati alle famiglie Rom in alternativa ai campi&#8221;. L&#8217;onorevole Selvini come prenderà l&#8217;idea di usare legno padano per siffatto impiego? Seguiranno sviluppi&#8230; o no?</p>
<p><em>Antonio Cazzaniga</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/parlamidiverde/la-verde-e-boscosa-padania/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/parlamidiverde/la-verde-e-boscosa-padania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Parlamidilibri #1</title>
		<link>http://parlamidicase.com/parlamidilibri/parlamidilibri-1/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/parlamidilibri/parlamidilibri-1/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 09:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlamidilibri]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=639</guid>
		<description><![CDATA[(immagine via Oddee)
Stephan Braunfels – Architettura da tasca. Storia e arte del costruire
Ponte alle Grazie 2006, 167 pp.
I discorsi sull’architettura sono così divertenti e stimolanti perché vi si intrecciano scienza ed estetica, tecnica e arte, matematica e filosofia. La materia è più onnicomprensiva di quello che di solito si pensa, essendo di fatto la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/a385_infinite.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-640" title="a385_infinite" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/a385_infinite.jpg" alt="" width="450" height="267" /></a><em>(immagine via <a href="http://www.oddee.com/item_96613.aspx" target="_blank">Oddee</a>)</em></h5>
<p><strong>Stephan Braunfels – Architettura da tasca. Storia e arte del costruire</strong><br />
<em>Ponte alle Grazie 2006, 167 pp.</em></p>
<p>I discorsi sull’architettura sono così divertenti e stimolanti perché vi si intrecciano scienza ed estetica, tecnica e arte, matematica e filosofia. La materia è più onnicomprensiva di quello che di solito si pensa, essendo di fatto la nostra modalità dell’abitare il mondo, una metafora incarnata – si potrebbe dire costruita –  dell’approccio dell’uomo all’ambiente esterno, con tutte le conseguenze tecniche e filosofiche che ne scaturiscono.</p>
<p>Stephan Braunfels, architetto e urbanista di grande prestigio, enumera in questo agile libro tutto quello che bisognerebbe sapere per avventurarsi poi nello studio e nella discussione architettonica: gli elementi di un edificio, i materiali, le tipologie, la storia degli stili e dei protagonisti, chiudendo con una delle, se non la più complessa sfida culturale dell’umanità, l’urbanistica o, come si preferirebbe in un salotto culturale di rispetto, l’arte dello spazio.<span id="more-639"></span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Grazia Honegger Fresco e Sara Honegger Chiari – Una casa a misura di bambino</strong><br />
<em>Red Edizioni 2005, 128 pp.</em></p>
<p>In un libro, soprattutto in quelli di divulgazione come questo, è sempre da apprezzare la coerenza interna: l’assonanza tra come si spiega e cosa si dice. Questo è un manuale con, citiamo, “suggerimenti pratici, proposte creative, soluzioni facili ed economiche per trasformare l’ambiente domestico via via che i figli crescono” e tutte queste belle cose sono illustrate di modo che anche un bambino possa capirle.</p>
<p>È come se un bambino consigliasse alla mamma la sua casa ideale, aiutandosi con parole semplici, disegni stilizzati e sottolineature color pastello per le cose più importanti. Ovviamente le autrici, esperte educatrici, si rivolgono ai genitori ma l’uso di un linguaggio e di una comunicazione più infantile rende l’opera chiara, incisiva e, sicuramente, piacevolissima da leggere.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Charlotte e Peter Fiell (a cura di) – Il design del XXI secolo</strong><br />
<em>Taschen 2003, 192 pp.</em></p>
<p>Quarantacinque designer contemporanei, le loro idee e opere più rappresentative in un libro coloratissimo e pieno di immagini, un compendio organico per fare il punto sul futuro del design secondo le direttrici della trasversalità – l’idea di design è applicabile e da applicare a qualsiasi cosa – dei nuovi materiali e del supporto della tecnologia, considerando il design ormai come cultura degli oggetti su scala globale.</p>
<p>È affascinante capire, sfogliando il libro, quanto in questa cultura convivono armonicamente due aspetti prima d’ora antitetici: il gusto libero della creatività e la consapevolezza rigorosa delle strategie commerciali, fondendosi l’una nell’altra e, di conseguenza, smussando tutte le proprie spigolature.</p>
<p><em>Jacopo Cirillo<br />
</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/parlamidilibri/parlamidilibri-1/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/parlamidilibri/parlamidilibri-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Interni d&#8217;ospedale a Milano</title>
		<link>http://parlamidicase.com/editoriali/interni-dospedale-a-milano/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/editoriali/interni-dospedale-a-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Alvar Aalto]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=621</guid>
		<description><![CDATA[
Quando ancora non ero iscritta alla facoltà di architettura, lessi due libri che mi fecero desiderare di occuparmi di progettazione: &#8221;Cronache dell’architettura&#8221; di Bruno Zevi e &#8221;il Bauhaus di Walter Gropius&#8221; di Giulio Carlo Argan (curiosamene due teorici e storici più che architetti costruttori). Erano tempi in cui a scuola, dal liceo all’università, l’idea di fondere una professione con un impegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/IMG00860sancarlo_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-622" title="IMG00860sancarlo_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/IMG00860sancarlo_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></div>
<div>
<p>Quando ancora non ero iscritta alla facoltà di architettura, lessi due libri che mi fecero desiderare di occuparmi di progettazione: &#8221;Cronache dell’architettura&#8221; di Bruno Zevi e &#8221;il Bauhaus di Walter Gropius&#8221; di Giulio Carlo Argan (curiosamene due teorici e storici più che architetti costruttori). Erano tempi in cui a scuola, dal liceo all’università, l’idea di fondere una professione con un impegno sociale, magari a sfondo ideologico, era abbastanza comune. L’architettura, poi, si prestava a simili ambizioni.<span id="more-621"></span></p>
<p>Scoprii Alvar Aalto, e dalle foto in bianco e nero di quei libri, le curve e il legno che definivano le sue architetture, mi sembravano sintesi di come si potessero immaginare scuole, edifici, ospedali addirittura tra gli alberi, di straordinaria armonia, e cosi’ vicini ai desideri di benessere umano. Ospedali appunto, e ricordo un dettaglio  dell’ospedale sanatorio di Paimio (1933), progettato appunto da Alvar Aalto; nelle camere dei pazienti gli spigoli risultavano sfumati nella percezione, perché tenendo conto della visione del malato aveva pensato che fosse meglio tinteggiarli di azzurro sfumando appunto gli spigoli del soffitto.</p>
<p>In questi giorni ho percorso i corridoi dell’edificio Ospedaliero San Carlo Borromeo di Milano. Prima di osservare che rampe, entrata, grigiore erano comuni ad almeno altri due ospedali milanesi al punto da confonderli, mi sentivo quasi responsabile per tutta la categoria, per aver così palesemente trascurato persino di conoscere quale architetto o designer mai si stesse occupando in Italia di progettazione ospedaliera: forse qualche corso di architettura e qualche stantia dispensa nelle librerie degli studenti ci sarà. Certo è che proseguendo nella valutazione si scopre che nulla di quello che permea locali pubblici destinati al divertimento o allo svago ha minimamente intaccato lo squallore di questi luoghi. I colori, quando ci sono, sono una presa in giro del condivisibile in assoluto, concetto per cui più il colore pastello e tenue è più tranquillizzante e dunque più adatto. Giallini, rosini e azzurrini con tinteggiature  anonime e finitura da risparmio anni Settanta scandiscono gli spazi. Bob Noorda e Luigi Cerri non abitano qui e le insegne che dovrebbero indicare i percorsi, quando ci sono, usano caratteri indefinibili.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/phpKQvyiDAM.jpg.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-623" title="phpKQvyiDAM.jpg" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/phpKQvyiDAM.jpg.jpeg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
<p>Gli ascensori sono metallici. Se si sosta nei corridoi alla sera la “location” è perfetta per una puntata di CSI. E non siamo arrivati alle camere. Attrezzature idonee alle pulizie frequenti, letti e arredi che non hanno minimamente risentito di alcuna progettazione negli ultimi sessant’anni. Si sa, tutto ciò che ci richiama alla finitezza dell’essere ci rattrista. Chi si sognerebbe in Tortona, in piena movida da salone del mobile, di bandire un concorso che sviluppi e realizzi i traguardi tecnologici e le conquiste su materiali e forme applicate al tema ospedaliero? Primo deprime, secondo non fa figo, terzo chi si applicherebbe sarebbe sicuramente un designer specializzato (che orrore) e magari non saprebbe rilasciare interviste. Se lo fanno i progettisti inglesi e lo pubblica Wall Paper facciamo recensioni e ola, se lo fanno i nostri non ci ricordiamo neanche come si chiamano (accade così da anni per chi progetta di disabilità).</p>
<p>Morale? Proposta per Rosario Messina, presidente di Federlegno-Arredo che invoca da tempo, e anche in occasione di questo prossimo Made fiera dell’edilizia, un “Piano Marshall” per riaccendere un boom economico, qualcosa che rilanci l’economia, ristrutturi gli alberghi per far tornare i turisti, costruisca abitazioni sicure che scongiurino tragedie, faccia investire i fondi  pubblici in progetti. Ecco appunto io invoco un piano Alvar Aalto in nome di una sensibilità inesistente da parte di progettisti e imprese, oltre che di amministratori pubblici, e alla fine anche di coloro che, usciti da quei corridoi, se ne dimenticano. Fino alla prossima volta.</p>
<p>Per chi volesse approfondire: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alvar_Aalto">Alvar Aalto</a> esponente di spicco dell’architettura organica europea, morì nel 1976. Progettò dal cucchiaio alla città. Segno distintivo, la sua speciale “onda” analizza ed esprime il rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Il suo bicchiere con bande circolari sovrapposte che consentono la presa è del 1932. Fonda con la moglie un&#8217;azienda produttrice di arredi, soprattutto in legno, la Artek: tra i redattori della carta di Atene, esporrà anche alla Triennale di Milano nel 1933. Cattedra ad Harvard. In Italia progettò il centro culturale di Siena e la chiesa di Riola a Bologna. Nel 1957 laurea ad honorem al Politecnico di Milano. L’attività di Aalto spaziava dal design di arredo e oggetti in vetro all’architettura e alla pittura.</p>
</div>
<p><em>Rosanna Brambilla</em></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/editoriali/interni-dospedale-a-milano/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/editoriali/interni-dospedale-a-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Neil Barrett e AquiliAlberg</title>
		<link>http://parlamidicase.com/eventi/neil-barrett-e-aquilialberg/</link>
		<comments>http://parlamidicase.com/eventi/neil-barrett-e-aquilialberg/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[AquiliAlberg]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Neil Barrett]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://parlamidicase.com/?p=460</guid>
		<description><![CDATA[
In occasione della sfilata Autunno -- Inverno 2010 tenutasi la scorsa domenica 17 gennaio, Neil Barrett ha scelto di collaborare per la prima volta con AquiliAlberg studio di architettura e design a Milano.
La scultura -- installazione rappresenta una variazione del lavoro del design studio per la mostra “La città fragile” presentata alla Triennale di Milano, un’interpretazione innovativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/01/neil-barrett.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="neil barrett" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/01/neil-barrett.jpg" alt="" width="630" height="354" /></a></p>
<p style="text-align: left;">In occasione della sfilata Autunno -- Inverno 2010 tenutasi la scorsa domenica 17 gennaio, Neil Barrett ha scelto di collaborare per la prima volta con AquiliAlberg studio di architettura e design a Milano.<span id="more-460"></span></p>
<p>La scultura -- installazione rappresenta una variazione del lavoro del design studio per la mostra “La città fragile” presentata alla Triennale di Milano, un’interpretazione innovativa dello spazio che gioca su superfici sfaccettate e digitalizzazione tridimensionale.</p>
<p>Neil Barrett ha sempre tratto ispirazione dall’architettura, dal design e dall’intersecarsi di questi due mondi con la moda. Nel 2008 ha aperto un concept store in Giappone, a Tokyo, usando strutture formate da curve e diversi strati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>NEIL BARRETT</strong></p>
<p>Neil Barrett disegna abbigliamento da oltre venti anni. Una passione che coltiva fin dall’adolescenza, anche grazie ad una famiglia attiva da generazioni nella sartoria. Dopo essersi diplomato presso la Central Saint Martins School of Art and Design a Londra, Neil ottiene un master in disegno di moda maschile presso il Royal College of Art della capitale inglese. Al termine di questo percorso, i suoi disegni attirano l’attenzione di Gucci, e proprio questo marchio offre a Neil la prima posizione di designer a livello professionale. Grazie alla permanenza da Gucci a Firenze all’inizio degli anni Novanta, Neil conquista un ottimo grado di esperienza a livello industriale e commerciale, tanto da essere promosso in breve tempo a livello senior per il disegno di abbigliamente maschile. Dopo cinque anni Neil decide di presentare un progetto a Prada, proponendo al marchio il lancio della sua prima collezione uomo. Grazie alle sue indicazioni, il marchio Prada viene riconosciuto tra i “fashion insiders” come il precursore del minimalismo, e diventa sinonimo di questa era.</p>
<p>Nel 1999 decide di lanciare il marchio Neil Barrett con la sua prima collezione uomo, realizzata dai migliori produttori italiani. Il primo monomarca indipendente viene aperto nel distretto di Aoyama a Tokyo. Prende parte al calendario ufficiale della Moda Uomo di Milano nel 2002. Negli ultimi anni le creazioni di Neil Barrett sono diventate un “must have” per molti personaggi appartenenti a Hollywood e all’industria musicale.</p>
<p><strong><a href="http://www.neilbarrett.com" target="_blank">www.neilbarrett.com</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>AQUILIALBERG</strong></p>
<p>AquiliAlberg è un visionario e innovativo studio di architettura e design, con un’attitudine multidisciplinare e multiculturale, fondato da Laura Aquili &amp; Ergian Alberg nel 2006 a Milano.</p>
<p>Nella loro formazione professionale Laura Aquili &amp; Ergian Alberg dal 1999 hanno lavorato ad Amsterdam, Rotterdam, Roma, Londra e Pechino occupandosi di architettura e design presso gli studi internazionali di Zaha Hadid, Rem Koolhaas (OMA), Ben Van Berkel</p>
<p>(UNStudio), Kas Oosterhuis (ONL) e Fuksas dove sono stati responsabili di diversi progetti, dalla piccola alla grande scala.</p>
<p>Tra i clienti dello studio AquiliAlberg: Moroso, Corian DuPont, Fiam, Serralunga, Ritzenhoff, La Triennale di Milano e la casa d’aste Christie’s per la quale hanno disegnato il nuovo headquarter di Milano.</p>
<p><strong><a href="http://www.aquilialberg.com" target="_blank">www.aquilialberg.com</a></strong></p>
<div id="flaresmith" class="feedflare"><script src="http://feeds.feedburner.com/~s/Parlamidicase?i=http://parlamidicase.com/eventi/neil-barrett-e-aquilialberg/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://parlamidicase.com/eventi/neil-barrett-e-aquilialberg/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

