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	<title>ParlamiDiCase &#187; arredo</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Il design che verrà</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 13:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arredo]]></category>
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Chiusi i battenti e archiviati i buoni risultati, in termini di visitatori ed espositori, la 28° edizione del Sun, il salone internazionale dell&#8217;arredo outdoor (www.sungiosun.it, a Rimini, lo scorso ottobre) ora guarda avanti. Non solo ragionando sui prossimi appuntamenti della manifestazione ma in termini previsionali, cercando di rispondere alla domanda sul destino prossimo venturo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/11/sun-lombrico-775722.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2800" title="sun lombrico-775722" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/11/sun-lombrico-775722.jpg" alt="" width="397" height="276" /></a></p>
<p>Chiusi i battenti e archiviati i buoni risultati, in termini di visitatori ed espositori, la 28° edizione del Sun, il salone internazionale dell&#8217;arredo outdoor (<a href="www.sungiosun.it" target="_blank">www.sungiosun.it</a>, a Rimini, lo scorso ottobre) ora guarda avanti. Non solo ragionando sui prossimi appuntamenti della manifestazione ma in termini previsionali, cercando di rispondere alla domanda sul destino prossimo venturo del design, in senso generale. Da qui al 2020, dunque, quali orientamenti emergeranno? Alcuni naturalmente sono già in essere e si confermeranno, altri saranno news a tutti gli effetti. Eccoli, per punti, in un decalogo riassuntivo.<span id="more-2798"></span></p>
<p>1) Fluido, pensato per una vita condivisa. Di coppia, tra partner, tra amici, in famiglia. L’individualismo sarà per i pochi che si escluderanno dal gioco, i giovani punteranno alla comunità, avendo presente il valore sociale ed economico delle relazioni: co-operazione, co-munità, co-housing (un co.co.co che non spaventa&#8230;). L’oggetto, sempre più hand-made, si duplicherà e moltiplicherà: piccoli servizi per tutta la famiglia, angoli di accoglienza negli spazi pubblici, più attenzione al mondo dell’infanzia. Famiglie protagoniste della socialità, famiglie di prodotti nella quotidianità.</p>
<p>2) In&amp;Out: minimalista e astratto, l’interior ammicca alle geometrie del giardino orientale. Le forme sferiche richiameranno futuro, leggerezza, speranza, infinito, perfezione, così come i metalli leggeri, le trasparenze, l’acqua. È l’essenzialità, il confortevole-chic, la ricerca di un minimalismo sospeso tra natura, ecologia, lusso personale.  L’oro, minerale, e il giallo, il colore dell’ottimismo, sarà negli arredi, nei set, nell’arte della tavola In&amp;Out, nei tessuti tecnici per rivestire e riparare, nei tappeti, sui cuscini.</p>
<p>3) Una prospettiva industriale, con produzione seriale sempre più certificata (qualità, sostenibilità, diritti umani), accanto alla riscoperta dell’artigianalità, del gusto della bottega, dell’unicità del pezzo contrassegnato dalla mano, dal dettaglio. Sì agli oggetti imperfetti e non seriali. Autenticità, il must dell’avvenire. Il villaggio globale comporta la rifioritura del locale, l’esperienza unica e personale di un viaggiare sempre più semplice e rapido si riaccenderà nella ricerca di segni distintivi, non di mass market.</p>
<p>4) Il legno, con il suo calore, le forme lineari, confortevoli, accompagnano l’idea di una sostenibilità casalinga, che coniuga etica, estetica, qualità, frugalità smart e felicità. Nessuna nostalgia, nessun pauperismo, nessun luddismo post-litteram, ma un approccio incantato al futuro, partendo dalle radici. Cambiare vita, non rinunciando alle seduzioni del comfort.</p>
<p>5) Il recupero o la scoperta di una sensibilità votata al verde da emotivo diverrà strutturale, con piccoli orti domestici, mini-kit per le micro-coltivazioni in cucina e in sala, erbe profumate e prodotti naturali di bio-cosmesi e bio-estetica in toilette, alberelli da frutta sui balconi, spezie sui davanzali per ridisegnare riti e funzioni domestiche. E poi più oltre, anche più in alto: le aree dimesse e degradate riscopriranno la mano delicata ma ferma della natura, con giardini pensili, nuove coltivazioni, apparizioni improvvise, nate di notte, di verde in aree asfaltate, biopareti, vertical garden, orti sospesi e di nuovo in basso, piccoli boschi ombrosi per ridisegnare il profilo urbano all’insegna dell’armonia.</p>
<p>6) Si cambia. Benessere, cibo ed energia alimenteranno una popolazione urbana sempre meno numerosa. Il cibo naturale sarò l’oro del futuro: la cinta muraria suburbana diventerà il vero cuore della vita, una garanzia di alimentazione, energia e benessere. Uno stile rurale, una generazione agro-urbana che darà inizio a un nuovo farm style e a un inedito farm lifestyle: i cittadini affitteranno porzioni di terreno della cinta muraria, da soli o in gruppi, per coltivare il proprio cibo, si prenderanno in carico aree meno fertili per prodursi energia e scambiarla.</p>
<p>7) Velocità a relax, attenzione e serenità, il design dovrà risolvere queste dicotomie. Gli arredi saranno più scarni, semplici, e la proiezione verso l’esterno sarà più insistita. Spazi aperti inside, trasparenza con l’outside. Apertura degli spazi interni significa anche loro mescolanza di usi: open space mentali, non solo fisici, dove passare il tempo e fare tutto, ovunque, meglio in compagnia. Con un métissage più deciso tra forme lineari, sferiche e nuove tecnologie.</p>
<p> <img src='http://parlamidicase.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Oggetti robusti, anche grezzi, sinceri, con più carta, cartone trattato, imballaggi reinventati per librerie, sottocuscini, madie, tronchi intagliati per farne mensole, riciclo e riuso per evolversi e migliorare il cosmo, tessuti spessi e intrecciati a mano, autentici, per un’attenzione alla sostenibilità, all’ambiente, al futuro. Tessuti stratificati, mixati, biosintetici o di fibre tessili naturali, anche animali come il mohair, e anche grezzi, dai colori confortanti, la lana, le piume, le stampe micro-floreali riprese dalla fauna campestre.</p>
<p>9) Ogni casa un nido aperto autentico e accogliente, un microcosmo vivente da toccare, con il metallo lucidato ma anche opaco, spazzolato, e il design seriale, colorato e tascabile, con forme curiose e al tempo stesso riconoscibili, affascinanti per un’estetica quotidiana al servizio del benessere. Combinazioni inedite quali ceramica e legno, metallo e cemento, plastica, creta e vetro: ecco i nuovi tratti della produzione post-industriale dell’arredo.</p>
<p>10) Entrerà la terra nelle case, per dare più sostanza al progresso del ‘landscape interior’, una delle prossime linee guida dell’arredo e del living. Una natura a vista, uno scambio profondo tra interior e outdoor fisico o immaginifico: divisori di pietre in gabbia, arredi intrecciati di edera, sedute fuse con natura liofilizzata, piccoli garden corner muschiati. Parentesi, incisi, piccoli graffi verdi incorniciati. Il verde privato quale protagonista, palcoscenico e cornice della moderna domesticità.</p>
<p>In collaborazione con Media Relation Fiere e Comunicazioni SUN-Giosun-T&amp;T, Milano <em> </em></p>
<p><em>Ilaria Moschino </em></p>
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		<title>Faso tuto mi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arredo]]></category>
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Il 3 febbraio è stato presentato in via Tortona a Milano il Premio Giovani talenti del design &#8220;Renato Brunetta&#8221;, riservato a progettisti under 45. Al vincitore un premio di 5.000 euro e la possibilità di vedere realizzato il prodotto elaborato, una sedia: questo infatti il tema concorsuale. Fin qui nulla di diverso da numerose analoghe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-05-a-12_opt.png-1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-682" title="Schermata 2010-02-05 a 12_opt.png (1)" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-05-a-12_opt.png-1.jpeg" alt="" width="600" height="130" /></a></div>
<div>
<div>Il 3 febbraio è stato presentato in via Tortona a Milano il <a href="http://www.premiorenatobrunetta.it/" target="_blank">Premio Giovani talenti del design &#8220;Renato Brunetta&#8221;</a>, riservato a progettisti under 45. Al vincitore un premio di 5.000 euro e la possibilità di vedere realizzato il prodotto elaborato, una sedia: questo infatti il tema concorsuale. Fin qui nulla di diverso da numerose analoghe iniziative che animano da anni e continueranno ad animare i giorni del Salone del Mobile di Milano. Un elemento originale invece c&#8217;è. <span id="more-677"></span>Riguarda la premessa da cui prende spunto l&#8217;iniziativa. A finanziare il premio lo stesso Ministro attraverso gli introiti maturandi dalla sua ideazione di prodotti d&#8217;arredo per una azienda friulana, la Midj s.r.l.</div>
<p>Quindi il Ministro, che contemporaneamente è candidato alla poltrona di sindaco di Venezia, corona un sogno, quello di veder realizzati dei mobili (tavoli e sedie), e ne devolve i proventi per finanziare una borsa di studio per giovani che volessero diventare designer. Qual è il punto? Premesso che non so se il Ministro, oltre a coltivare la passione comprando per sé pezzi firmati, sia solo un victim-design, o uno studioso di Mies Van der Rohe con centro progetti annesso all&#8217;abitazione. Ricordate Mel Gibson in Patriot? Veniva disturbato dalle sue attività di falegnameria e richiamato alla politica attiva a forza, abbandonando la sua sedia a dondolo in fase di prototipizzazione&#8230;</p>
<p>Torniamo al Ministro. (Mi hanno parlato molto bene dell&#8217;arredamento della sua dimora veneziana, che mi piacerebbe vedere per voyerismo professionale). Non do giudizi ma mi limito a consigliare una modalità differente per affrontare anche la causa &#8220;Bamboccioni-designers&#8221;. Intanto suggerirei di dare il buon esempio. L&#8217;industrial design è disciplina seria che forma, con corsi universitari e non, professionisti che devono progettare, studiare le forme, i materiali, la riproducibilità industriale di un manufatto. Calarsi in una realtà aziendale e conoscerne il mercato di riferimento e le leve della comunicazione. Spesso si riconosce la qualità di una azienda e di un designer anche dal rapporto di serietà che si instaura nelle diverse fasi del processo. Insomma per noi è una cosa seria. Si insegna a fatica, spesso si impara nei centri di ricerca o nella professione con molti progetti non realizzati per i quali si lavora sodo e non si guadagna.</p>
<p>Dunque, caro Ministro, se nutre questa passione l&#8217;alimenti alle basi non assecondando la superficialità con la quale molti credono di affrontare questo ambito professionale. Se uno volesse disegnarsi un mobile per sé o la sua casa ed esibirlo agli amici, sarebbe appunto una &#8220;passione&#8221;. Se invece si fa produrre da amici industriali (in un territorio che gli addetti sanno quanta fatica ha fatto a legittimarsi nel mondo del design rispetto ai cugini brianzoli) una collezione come se fosse il modo&#8230; beh non lo è. E non si aiutano né i giovani futuri designer, che già credono sia importante l&#8217;happy hour del Salone del Mobile di Milano quanto la visita in un&#8217;industria del poliuretano ad Ancona; né le aziende che affidano ai Nomi o Brand altrui quello che dovrebbero seriamente affrontare con l&#8217;introduzione di un design diffuso fatto di competenze estese e mirate. Insomma, se la passione è il canto, perché non farlo sotto la doccia e col Karaoke? Se è suonare la cornamusa, perché non con stage in Scozia e poi tra amici con le birre? In fondo Nanni Moretti urlando diceva: &lt;&lt;Parlo mai di astrofisica io?&gt;&gt;.</p>
<p><em>Rosanna Brambilla</em></p>
</div>
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		<title>Diario di un fotografo n. 1 &#8211; All you need</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 11:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi aggiro per le strade di Venice in California in anticipo sul mio appuntamento con Steven Shortridge per fotografare la sua casa.  Ogni volta che percorro le strade di questa zona della citta’ rimango colpito dalla creativita’ del design. Abitazioni e arredo urbano hanno una connotazione cosi decisa che il colore e la forma delle [...]]]></description>
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<a href='http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/diario-di-un-fotografo-n-1-all-you-need/attachment/santini-1/' title='santini 1'><img width="150" height="150" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/01/santini-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="santini 1" title="santini 1" /></a>
<a href='http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/diario-di-un-fotografo-n-1-all-you-need/attachment/santini-2/' title='santini 2'><img width="150" height="150" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/01/santini-2-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="santini 2" title="santini 2" /></a>
<a href='http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/diario-di-un-fotografo-n-1-all-you-need/attachment/santini-3/' title='santini 3'><img width="150" height="150" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/01/santini-3-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="santini 3" title="santini 3" /></a>
<a href='http://parlamidicase.com/diario-di-un-fotografo/diario-di-un-fotografo-n-1-all-you-need/attachment/santini-4/' title='santini 4'><img width="150" height="150" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/01/santini-4-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="santini 4" title="santini 4" /></a>
<p>Mi aggiro per le strade di Venice in California in anticipo sul mio appuntamento con Steven Shortridge per fotografare la sua casa.  Ogni volta che percorro le strade di questa zona della citta’ rimango colpito dalla creativita’ del design. Abitazioni e arredo urbano hanno una connotazione cosi decisa che il colore e la forma delle loro fantasiose strutture si fondono in una sorta di paesaggio architettonico urbano a tinte forti; le alte palme, il cielo blu e l’intero sourrounding ti fanno sentire di esser parte di uno di quei bei quadri di David Hockney. <span id="more-359"></span></p>
<p>Steven e’ architetto rinomato e progetta case destinate ad una fascia alta di creativi professionisti in questa citta’: registi, produttori, attori.  In questo caso pero’ si tratta della sua personale abitazione.  Una piccola casa degli anni ’30 ristrutturata nel minimo dettaglio negli interni ed in cui e’ stato ottimizzato ogni centimetro quadrato nella sistemazione del limitato spazio all’esterno.  Qui non troviamo I soffitti alti o le ampie zone conversazione delle case dei suoi clienti. In questa abitazione tutto e’ all’insegna di un vivere attento ed oculato alle funzioni dello spazio. E poi l’arancio.  Steven ama questo colore solare e lo ripete ossessivamente in ogni angolo.</p>
<p>Prima di preparare i miei cavalletti, luci ed obiettivi ed iniziare il mio lavoro Steven mi racconta di alcuni pezzi d’arredo degli anni ’50 e di molte preesitenze mantenute al fine di non alterare la fascinazione originale della casa, come ad esempio le finestre a liste di vetro orientabili tipiche dell’edilizia del tempo.</p>
<p>I mobili della casa sono quasi tutti su disegno ed e’ stato utilizzato legno di douglas lasciato a vista nella sua colorazione calda originale. La camera da letto ne e’ l’espressione piu’ evidente. Questo ambiente e’ integrato con un adiacente angolo studio per via di un mobile su misura che ne divide le due funzioni. Tutto in questa casa e’ ottimizzato al meglio con un approccio molto creativo. I pezzi singoli di modernariato ben si integrano al filo conduttore dell’arredo su disegno che e’ di sapore contemporaneo; e le citazioni retro’ dei pezzi scelti evocano una ricercata atmosfera losangelina.  Il pavimento in quercia originale e’ stato conservato e le essenze di legno diverse amplificano l’effetto eclettico che si respira in questa abitazione. Il carattere curato dell’arredo all’esterno prosegue il tema degli interni in una sorta di piacevole continuita’stilistica.  Certamente il clima californiano concorre a tale sensazione creando una vivibilita’ massima in entrambe le zone.</p>
<p>Di grande effetto grafico la pensilina su disegno in ferro e perspex realizzata sulla porta d’ingresso. Tale struttura oltre ad avere una sua funzione protettiva e di diffusione della luce, aggiunge movimento alla casa per via del suo dinamico disegno.  Elementi naturali come il fuoco e l’acqua sono parte integrante dell’esterno.  Una alta fiamma  fuoriesce da un letto di nera sabbia vulcanica appositamente  sistemata che mimetizza un impianto a gas sottostante.  La fiamma a sua volta si stacca su una superficie di lamiera in ferro grezzo lasciato a vista che fa’ da sfondo ad una scultura di sapore onirico dello stesso materiale di fronte ad una zona conversazione all’aperto. Gli ambienti e gli angoli vivibili si susseguono in questa casa uno dopo l’altro denunciando l’ottimizzazione calibrata dello spazio. Infine Steven mi mostra come ha inserito in un privato spazio all’aperto di 2 metri X 2 metri,  una tinozza in legno che e’ stata riutilizzata come vasca a idromassaggio. A quel punto la mia domanda e’ d’obbligo: «ma quanti metri quadri e’ questa casa?»  e Steven risponde: «90». «Be’…non e’ grandissima» faccio io. La sua risposta e’ saggia ed efficace: «It’s all you need»</p>
<p><em>Claudio Santini</em></p>
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