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	<title>ParlamiDiCase &#187; ecologia</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Se operatori ecologici si nasce</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 15:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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Niente riesce forse a scuotere l’ambientalista che è in noi quanto il pensiero dell’enorme quantità di rifiuti prodotta. Ovunque. A Palermo in questi giorni i cassonetti straripano e le discariche sono al limite, anche se la notizia sembra suscitare meno clamore mediatico dell’emergenza napoletana del 2007.
Di raccolta differenziata e riciclo si sente parlare in continuazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/06/garbage_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2391" title="garbage_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/06/garbage_opt.jpg" alt="" width="350" height="523" /></a></p>
<p>Niente riesce forse a scuotere l’ambientalista che è in noi quanto il pensiero dell’enorme quantità di rifiuti prodotta. Ovunque. A Palermo in questi giorni i cassonetti straripano e le discariche sono al limite, anche se la notizia sembra suscitare meno clamore mediatico dell’emergenza napoletana del 2007.<span id="more-2392"></span></p>
<p>Di raccolta differenziata e riciclo si sente parlare in continuazione, eppure le domande rimangono. Dove finiranno tutte queste cose? Come saranno riutilizzate? Ho letto una storia che, pur distante per chilometri e cultura, aiuta a immaginare più da vicino il destino di quanto scartiamo. Al Cairo, 18 milioni di abitanti, non esiste un servizio pubblico di nettezza urbana.</p>
<p>Ne esiste però uno “privato”: sono gli Zaballeen, una comunità “silenziosa” di 70.000 persone che ogni mattina si muove per le strade raccogliendo 3 tonnellate di plastica, carta, vetro, metalli e oggetti; li caricano e  li trasportano in un quartiere abitato solo da loro, città nella città. Qui provvedono a pulire, dividere, smontare, recuperare quanto si può; rivendono poi materie prime e manufatti.</p>
<p>Incredibile, nel 2010 esiste sotto gli occhi di tutti un artigianato dei rifiuti, un mondo a se stante gestito da uomini e donne che si tramandano il compito da generazioni. Un compito indispensabile, del resto, intorno al quale si è costruita una microeconomia. Alcune onlus hanno avviato programmi per migliorare le condizioni vita degli Zaballeen (o “garbage people”, popolo dei rifiuti); ma anche diverse multinazionali mostrano interesse per loro, intravedendo possibilità di business.</p>
<p>Una cosa è certa, figurandosi questa realtà quotidiana da paese in via di sviluppo, la catena del riciclo prende un aspetto più concreto. E anche la montagna di rifiuti di “casa nostra” fa un po’ meno impressione, si riesce a supporre che la Terra sia in grado di riassorbirla.</p>
<p><em>Eleonora Poli</em></p>
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		<title>Leggere un libro per l’ambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 09:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Valcucine propone un’iniziativa davvero interessante: l’Eco Bookshop. Chiunque visiterà lo showroom di Milano, in Corso Garibaldi 39, troverà nello spazio libreria cinquanta volumi sul tema della sostenibilità che si possono prendere, leggere e scambiare con alti libri.
L’idea è nata dal desiderio di far vivere maggiormente lo showroom come un luogo di scambio di idee e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/06/bookcrossingvalcucine_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2372" title="bookcrossingvalcucine_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/06/bookcrossingvalcucine_opt.jpg" alt="" width="400" height="371" /></a></p>
<p>Valcucine propone un’iniziativa davvero interessante: l’Eco Bookshop. Chiunque visiterà lo showroom di Milano, in Corso Garibaldi 39, troverà nello spazio libreria cinquanta volumi sul tema della sostenibilità che si possono prendere, leggere e scambiare con alti libri.<span id="more-2371"></span></p>
<p>L’idea è nata dal desiderio di far vivere maggiormente lo showroom come un luogo di scambio di idee e di confronto. I visitatori, infatti, entrano nel mondo Valcucine e si possono informare su temi legati al rispetto per l’ambiente e l’ecostostenibilità. Chi decide di scambiare il suo libro con uno di quelli proposti deve leggerlo e lasciarlo in un altro luogo della città, a disposizione del prossimo lettore.</p>
<p><em>Benedetta Bagni</em></p>
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		<title>La carta è di moda</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 08:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
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Fino all’11 maggio Palazzo Isimbardi di Milano ospita la mostra «Fashion Paper, affascinati dalla carta». Dai mobili e i lampadari di cartone ai gioielli e vestiti di carta per una lezione di ecologia. L’intento della mostra è, infatti, quello di raccontare in un percorso vivace e colorato le tantissime potenzialità di un materiale totalmente riciclabile come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/fashion-paper-2009_asp42904img1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1963" title="fashion-paper-2009_asp42904img1" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/fashion-paper-2009_asp42904img1.jpg" alt="" width="350" height="350" /></a></p>
<p>Fino all’11 maggio Palazzo Isimbardi di Milano ospita la mostra «Fashion Paper, affascinati dalla carta». Dai mobili e i lampadari di cartone ai gioielli e vestiti di carta per una lezione di ecologia. L’intento della mostra è, infatti, quello di raccontare in un percorso vivace e colorato le tantissime potenzialità di un materiale totalmente riciclabile come la carta.<span id="more-1962"></span></p>
<p>Tutte le opere sono state realizzate dagli studenti delle migliori accademie di moda italiane (AfolModa di Afol Milano, l’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino) che hanno pensato sculture, gioielli, oggetti di design e abiti che reinterpretano l’attualissimo tema della sostenibilità e del rispetto ambientale. Bellissima la collana realizzata utilizzando la carta da imballaggi o il kimono di francobolli.</p>
<p>«Una mostra capace di unire creatività e ingegno alla sensibilizzazione sociale sul tema del recupero delle materie prime» ha detto l’assessore alla Moda della Provincia di Milano Silvia Garnero. Anche gli allestimenti sono stati realizzati in cartone per dare il giusto ambiente alle creazioni. Dopo Milano la mostra si sposterà a Firenze e Torino.</p>
<p><em>Benedetta Bagni</em></p>
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		<title>Responsible Siting</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 11:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un fotografo]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
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		<category><![CDATA[verde]]></category>
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E’ il titolo del capitolo numero 7 del mio ultimo libro “Green is Beautiful”.  Ho tentato di rappresentare questo concetto della sostenibilità fotografando alcuni progetti che esprimono esteticamente e tecnicamente il rispettoso impatto che una nuova costruzione residenziale ha sul paesaggio circostante. Sto viaggiando nel nord della California dove la vegetazione e’ ricca e lussureggiante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/001-IMG_6506.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="001-IMG_6506" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/001-IMG_6506.jpg" alt="" width="464" height="310" /></a></div>
<p>E’ il titolo del capitolo numero 7 del mio ultimo libro <a href="http://www.claudiosantini.com/news" target="_blank">“Green is Beautiful”</a>.  Ho tentato di rappresentare questo concetto della sostenibilità fotografando alcuni progetti che esprimono esteticamente e tecnicamente il rispettoso impatto che una nuova costruzione residenziale ha sul paesaggio circostante. Sto viaggiando nel nord della California dove la vegetazione e’ ricca e lussureggiante per via delle precipitazioni dei mesi invernali. La costa e’ rocciosa, alta e frastagliata e si affaccia a picco sull’oceano Pacifico: un luogo ideale per costruire una casa.  <span id="more-827"></span></p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/016-IMG_6308.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-830" title="016-IMG_6308" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/016-IMG_6308-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>E’ quello che ha pensato il signor Treadwell, uno scrittore di Los Angeles. Un luogo che evoca atmosfere da “Beat Generation”, ideale per rifugiarsi e lavorare in perfetta armonia con il mistero della natura. Il requisito fondamentale di una abitazione che rispetta il paesaggio circostante è quello di essere quasi invisible e di integrarsi perfettamente con l’andamento del terreno e con i colori della vegetazione. Questa casa ha una superficie di circa 120 metri quadrati ed è immediatamente riconoscibile per via della forma ondulata del tetto che appunto ricorda una lunga onda oceanica. Sul tetto un manto erboso continua la morfologia del terreno adiacente che rende la casa praticamente invisibile dall’alto e a chi ci si avvicina da est. Sul fronte della casa una metafisica vasca a idromassaggio dalla vista mozzafiato costruita in pietre locali continua i colori del mare e del terreno in una sorta di spettacolare equilibrio cromatico.</p>
<p>Quando si parla di impatto visivo, la scelta delle piante e la sistemazione del terreno circostante la casa è di importanza determinante. Lo studio di architettura Carver Schicketanz ha posto particolare attenzione al rispetto dell’ecosistema della zona utilizzando piante locali e ideando un efficace sistema di drenaggio delle acque durante le lunghe e abbondanti piogge invernali. Un importante aspetto dell&#8217;uso responsabile del territorio riguarda l’orientamento dell’abitazione in sede di progetto. Una esposizione ottimale del fronte della casa tiene conto del movimento solare durante le ore diurne e dell’effetto ombra generato dagli alberi e dalla vegetazione circostante; garantire una bilanciata ombreggiatura e una corretta ventilazione durante le ore del giorno e nei periodi più caldi dell’anno è uno degli aspetti più significativi di tale progettazione.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/018-IMG_6363_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-831" title="018-IMG_6363_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/018-IMG_6363_opt-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Pensare una casa ecologica che rispetta l’ambiente tuttavia non richiede soltanto abilità tecnica. Come in molte altre discipline artistiche anche nell’architettura l’eccellenza è raggiunta quando la bellezza e la tecnica si fondono all’unisono in una sorta di equilibrio estetico-funzionale. In due parole di speranza, si potrebbe ipotizzare un futuro sostenibile di successo nella condizione in cui “Green is Beautiful”.</p>
<p><em>Claudio Santini</em></p>
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