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	<title>ParlamiDiCase &#187; verde</title>
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	<description>La casa, in generale</description>
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		<title>Alberi a Milano e non solo</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 16:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alberi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Leggo voracemente il pezzo di Ermanno Olmi sul Corriere di oggi. E torno sul tema radici-sogni-solitudine. A Chianciano, a gennaio, hanno tolto tutti i pini marittimi dei viali e della piazza, l&#8217;architetto dello studio Bodega (lo stesso della casa Ben-essere tutta eco di Milano, quella per la gioia dei ricchi eco-abitanti vicino al parco -- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/alberi-strada_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2064" title="alberi strada_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/05/alberi-strada_opt.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>Leggo voracemente il pezzo di Ermanno Olmi sul Corriere di oggi. E torno sul tema radici-sogni-solitudine. A Chianciano, a gennaio, hanno tolto tutti i pini marittimi dei viali e della piazza, l&#8217;architetto dello studio Bodega (lo stesso della casa Ben-essere tutta eco di Milano, quella per la gioia dei ricchi eco-abitanti vicino al parco -- direbbe Olmi). Bene, lì anche il passante, dimentico del piacere che la vicinanza di un albero dona, lamenta solo che le radici &#8220;vanno dappertutto&#8221;, che con la neve i rami cascano e, che orrore, si deve fare manutenzione.<span id="more-2063"></span></p>
<p>Poi, a Palermo, l&#8217;artigiano artista delle città di argilla mi dice che stanno togliendo alberi e potando i ficus elastica (che non si potano) perché invadono. Torno a Milano e al sogno infranto degli alberi in centro. Io chissà perché me lo aspettavo. Ci entusiasmiamo all&#8217;idea di un pianeta verde se ce lo dice Michelle Obama, perché fa figo, ma poi ci scocciamo se le radici crescono, se la ginko biloba dei viali fa bacche puzzolenti, se i cani sporcano nei giardini (giardini?). Forse la mia città di riferimento, a differenza di quello che dice Olmi, non è Milano. Forse è su Marte, lì per ora le radici non disturbano.</p>
<p><em>Rosanna Brambilla</em></p>
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		<title>Ecostupidità &#124; Critica spassionata di un Salone per niente green</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 15:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saloni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[green]]></category>
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		<description><![CDATA[
Giunta alla fine di questo tour de force tra Salone e Fuori Salone una cosa mi rimane in mente: il verde ecologia imperante. Riutilizzo di materiali, tecnologia sostenibile, orti casalinghi faidate e chi più ne ha più ne metta. Grazie per lo sforzo, davvero, ma trovo il tutto contornato da un pizzico di ipocrisia.
Per esempio, qualcuno ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/IMG01231_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1834" title="IMG01231_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/IMG01231_opt.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p>Giunta alla fine di questo <em>tour de force</em> tra Salone e Fuori Salone una cosa mi rimane in mente: il verde ecologia imperante. Riutilizzo di materiali, tecnologia sostenibile, orti casalinghi faidate e chi più ne ha più ne metta. Grazie per lo sforzo, davvero, ma trovo il tutto contornato da un pizzico di ipocrisia.<span id="more-1833"></span></p>
<p>Per esempio, qualcuno ha visto degli stand (e parlo di illuminazione etc.) che fossero a basso impatto ambientale? Io no. Oppure, e soprattutto, qualcuno ha visto uno e un solo contenitore per la raccolta differenziata? Io non dico di mettere tutte le divisioni possibili ma, per un evento del genere… Almeno quello della carta, con tutti i depliant che girano.</p>
<p>Potrei continuare ma eviterò. E quindi&#8230; Gran salone, tutto bello e tutto eco ma le basi? Se mancano le fondamenta è difficile costruire un grattacielo.</p>
<p><em>Marta Campostano</em></p>
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		<title>Verderame</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 07:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuorisalone 2010]]></category>
		<category><![CDATA[installazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tortona]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
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		<description><![CDATA[
Tre quarti d&#8217;ora di spallate, spintoni e fiato sospeso per attraversare il ponte di Porta Genova sono quasi uno sforzo immeritato per quello che offre quest&#8217;anno zona Tortona. L&#8217;unico modo per respirare è guardare in alto e a quanto pare qualcuno deve averci pensato: centinaia di vasetti in feltro appesi alle travi del ponte ferroviario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/verderame.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1659" title="verderame" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/04/verderame.jpg" alt="" width="214" height="320" /></a></p>
<p>Tre quarti d&#8217;ora di spallate, spintoni e fiato sospeso per attraversare il ponte di Porta Genova sono quasi uno sforzo immeritato per quello che offre quest&#8217;anno zona Tortona. L&#8217;unico modo per respirare è guardare in alto e a quanto pare qualcuno deve averci pensato<span id="more-1657"></span>: centinaia di vasetti in feltro appesi alle travi del ponte ferroviario che contengono una piantina, metafora di uno spiraglio di ossigeno in una città che sta soffocando nel grigiore del suo cemento.</p>
<p>E&#8217; un peccato che l&#8217;istallazione sia stata apprezzata a tal punto che in soli due giorni sia già scomparsa: bastava allungare una mano per afferrare e portare a casa un piccolo respiro verde. Resta la certezza che, fortunatamente, <a href="http://www.verderamedesign.blogspot.com" target="_blank">qualche designer</a> si preoccupi ancora di rendere la natura ?a portata di mano?.</p>
<p>Nicole Sassi, Michela Vado e Sofia Vavassori</p>
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		<title>A chi importa di questi alberi?</title>
		<link>http://parlamidicase.com/parlamidiverde/a-chi-importa-di-questi-alberi/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 09:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Delle casette scandalo di Monticchiello è rimasto l’eco della polemica. Ci si stufa anche delle polemiche. Dopo la neve per la verità straordinaria, in Valdorcia, molti alberi in particolare le specie di Pinus Pinea, il pino da pinoli, hanno vissuto un momentaccio. Già prima che nevicasse in Piazza Italia, a Chianciano, ho assistito al taglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG01118_opt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1180" title="IMG01118_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG01118_opt.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p>Delle casette scandalo di Monticchiello è rimasto l’eco della polemica. Ci si stufa anche delle polemiche. Dopo la neve per la verità straordinaria, in Valdorcia, molti alberi in particolare le specie di Pinus Pinea, il pino da pinoli, hanno vissuto un momentaccio. Già prima che nevicasse in Piazza Italia, a Chianciano, ho assistito al taglio degli alberi settantenni che ombreggiavano uno spiazzo per la verità imbruttito qualche anno fa da un vascone in mattoncini con velleità di fontana. Al rammarico di vedere segati in un batter d’occhio quegli alberi si è aggiunta la settimana dopo la definitiva rimozione dei pini del viale.<span id="more-1178"></span></p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG01100_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1181" title="IMG01100_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG01100_opt-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>A quanto pare solo dei milanesi freschi della visione dei progetti urbani del verde di piazza Duomo potevano preoccuparsi. Chiamando il Comune, l’addetto con aria stupita disse. &lt;&lt;Ma li sostituiamo con dei tigli, poi rifaranno la piazza, il progetto non so e poi ha visto? Quegli alberi fan le radici che vanno dappertutto!&gt;&gt;. Dunque morale: il verde, gli alberi sono soggetto di interesse molto discontinuo. Nessuno in alcune zone pare valutarli dal loro lato diciamo estetico-culturale, di benessere e via, quanto piuttosto come “qualcosa” che ahimè VIVE, ovvero ha radici, si modifica, richiede manutenzione e addirittura competenza nella scelta. Perché non metterli addirittura di plastica avvinghiati ai lampioni? Cosi puliremmo le chiome ogni tanto quando si cambiano le  lampadine?</p>
<p>Ho chiesto all’esperta Giovanna Rio di dirmi come funziona la faccenda dal punto di vista delle amministrazioni pubbliche e questo è commento Le Amministrazioni Comunali sostenibili sono quelle che, di fatto, hanno sottoscritto la Carta di Aalborg a seguito dell’Earth Summit che si è tenuto a Rio de Janeiro nel 1992. Nell’occasione si sono discussi i problemi ambientali del pianeta e i loro legami con i problemi dello sviluppo sociale ed economico. Questi Comuni si sono impegnati, attraverso un percorso politico (chiamato Agenda21: l’agenda delle cose da fare nel XXI secolo), a rispettare l’ambiente a livello locale.</p>
<div id="_mcePaste">I comuni virtuosi sono quelli che -- attraverso validi Piani Strutturali Comunali (PSC – strumento urbanistico di pianificazione del territorio) e Regolamenti ad hoc -- riescono apreservare le aree verdi e le alberature presenti nelle città e nei centri storici. I regolamenti comunali che hanno obiettivi virtuosi sono quelli redatti da tecnici preparati e consapevoli ed approvati dal Consiglio Comunale, organo rappresentativo per la città  perché votato direttamente dal cittadino.</div>
<p>I Comuni virtuosi si dotano di Regolamenti del Verdeche hanno l’obiettivo di preservare le alberature pubbliche e private. Molti regolamenti, poi, prevedono che ad ogni abbattimento corrisponda un nuovo impianto, questo per evitare di diminuire nel tempo il patrimonio arboreo della città. E’ importante, quindi, difendere anche da cittadino il patrimonio arboreo, rispettando il regolamento del verde, ogni abbattimento e potatura di un certo tipo deve essere preventivamente autorizzata dall’Amministrazione Comunale.</p>
<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG01116_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1182" title="IMG01116_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/IMG01116_opt-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Ma è anche importante che la stessa Amministrazione Comunale rispetti il proprio regolamento (nel caso ne sia dotata). I tecnici e gli amministratori, infatti, prima di realizzare progetti che riguardano aree verdi o la sostituzione di essenze arboree, dovrebbero valutare attentamente tutte le soluzioni, cercando di salvaguardare le alberature, soprattutto quelle di pregio. Alcuni Comuni virtuosi, prima di approvare un progetto che prevede l’abbattimento di alberature, considerano il reimpianto di un numero eguale (e in alcuni casi maggiore) di alberature… altri Comuni, purtroppo, questo non lo fanno…</div>
<p>Capita, infatti, di trovare da un giorno all’altro una fontana o un chiosco al posto di un bell’esemplare di olmo, platano, tiglio…Un futuro verde fatto di olmi, platani e tigli dovrebbe partire, a mio parere, dalle “politiche verdi” delle Amministrazioni Comunali che sono quelle che attraverso le loro politiche ambientali possono in modo incisivo contribuire, tutte insieme, al raggiungimento dell’obiettivo principale che è quello di preservare il patrimonio verde pubblico.</p>
<p><em>Rosanna Brambilla </em>e<em> Giovanna Rio</em></p>
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		<title>Tavolo in&#8230; pianta</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 15:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parlamidiverde]]></category>
		<category><![CDATA[Déjeuner sur l’herbe]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[tavolo]]></category>
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		<description><![CDATA[
Valentina Farassino, titolare dello studio di design Vfrì di Torino, la garden designer Chiara Martini e l’agronomo Stefano Assone hanno realizzato un prototipo di tavolo verde, ma qui il poker non c&#8217;entra alcunché. Su “Déjeuner sur l’herbe”, questo il nome del tavolo, omonimo del celebre quadro di Manet, sono piantati vegetali, opportunamente scelti, in grado [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/dejeunersurlerbe-simulazione_opt1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1049" title="dejeunersurlerbe simulazione_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/03/dejeunersurlerbe-simulazione_opt1.jpg" alt="" width="357" height="283" /></a></p>
<p>Valentina Farassino, titolare dello studio di design Vfrì di Torino, la garden designer Chiara Martini e l’agronomo Stefano Assone hanno realizzato un prototipo di tavolo verde, ma qui il poker non c&#8217;entra alcunché. Su “Déjeuner sur l’herbe”, questo il nome del tavolo, omonimo del celebre quadro di Manet, sono piantati vegetali, opportunamente scelti, in grado di crescere sia sul piano orizzontale sia in verticale.<span id="more-1047"></span></p>
<p>Il tutto, senza compromettere la funzionalità del tavolo, utilizzabile ogni giorno come superficie di lavoro e appoggio. La sua struttura è complessa, formata da parti cave realizzate in diversi materiali combinati con tessuti di contenimento sui quali sono piantate erbe aromatiche, ortaggi e frutti di piccole dimensioni che, una volta a dimora, si fanno ogni giorno più folti e più densi.</p>
<p>Il tavolo può essere dotato di un piano unico in plexiglass da cm. 100x100 che ne ricopre tutta la superficie, oppure, per chi preferisce avere la natura letteralmente “a portata di mano”, si forniscono speciali tovagliette all’americana. Adesso i progettisti sperano di trovare un&#8217;azienda interessata a investire in questo prototipo, per dar vita poi a un’intera linea di complementi d’arredo dove la natura è al centro del progetto.</p>
<p><em>Ilaria Moschino</em></p>
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		<title>Responsible Siting</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 11:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un fotografo]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema]]></category>
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E’ il titolo del capitolo numero 7 del mio ultimo libro “Green is Beautiful”.  Ho tentato di rappresentare questo concetto della sostenibilità fotografando alcuni progetti che esprimono esteticamente e tecnicamente il rispettoso impatto che una nuova costruzione residenziale ha sul paesaggio circostante. Sto viaggiando nel nord della California dove la vegetazione e’ ricca e lussureggiante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/001-IMG_6506.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="001-IMG_6506" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/001-IMG_6506.jpg" alt="" width="464" height="310" /></a></div>
<p>E’ il titolo del capitolo numero 7 del mio ultimo libro <a href="http://www.claudiosantini.com/news" target="_blank">“Green is Beautiful”</a>.  Ho tentato di rappresentare questo concetto della sostenibilità fotografando alcuni progetti che esprimono esteticamente e tecnicamente il rispettoso impatto che una nuova costruzione residenziale ha sul paesaggio circostante. Sto viaggiando nel nord della California dove la vegetazione e’ ricca e lussureggiante per via delle precipitazioni dei mesi invernali. La costa e’ rocciosa, alta e frastagliata e si affaccia a picco sull’oceano Pacifico: un luogo ideale per costruire una casa.  <span id="more-827"></span></p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/016-IMG_6308.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-830" title="016-IMG_6308" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/016-IMG_6308-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>E’ quello che ha pensato il signor Treadwell, uno scrittore di Los Angeles. Un luogo che evoca atmosfere da “Beat Generation”, ideale per rifugiarsi e lavorare in perfetta armonia con il mistero della natura. Il requisito fondamentale di una abitazione che rispetta il paesaggio circostante è quello di essere quasi invisible e di integrarsi perfettamente con l’andamento del terreno e con i colori della vegetazione. Questa casa ha una superficie di circa 120 metri quadrati ed è immediatamente riconoscibile per via della forma ondulata del tetto che appunto ricorda una lunga onda oceanica. Sul tetto un manto erboso continua la morfologia del terreno adiacente che rende la casa praticamente invisibile dall’alto e a chi ci si avvicina da est. Sul fronte della casa una metafisica vasca a idromassaggio dalla vista mozzafiato costruita in pietre locali continua i colori del mare e del terreno in una sorta di spettacolare equilibrio cromatico.</p>
<p>Quando si parla di impatto visivo, la scelta delle piante e la sistemazione del terreno circostante la casa è di importanza determinante. Lo studio di architettura Carver Schicketanz ha posto particolare attenzione al rispetto dell’ecosistema della zona utilizzando piante locali e ideando un efficace sistema di drenaggio delle acque durante le lunghe e abbondanti piogge invernali. Un importante aspetto dell&#8217;uso responsabile del territorio riguarda l’orientamento dell’abitazione in sede di progetto. Una esposizione ottimale del fronte della casa tiene conto del movimento solare durante le ore diurne e dell’effetto ombra generato dagli alberi e dalla vegetazione circostante; garantire una bilanciata ombreggiatura e una corretta ventilazione durante le ore del giorno e nei periodi più caldi dell’anno è uno degli aspetti più significativi di tale progettazione.</p>
<p><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/018-IMG_6363_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-831" title="018-IMG_6363_opt" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/018-IMG_6363_opt-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Pensare una casa ecologica che rispetta l’ambiente tuttavia non richiede soltanto abilità tecnica. Come in molte altre discipline artistiche anche nell’architettura l’eccellenza è raggiunta quando la bellezza e la tecnica si fondono all’unisono in una sorta di equilibrio estetico-funzionale. In due parole di speranza, si potrebbe ipotizzare un futuro sostenibile di successo nella condizione in cui “Green is Beautiful”.</p>
<p><em>Claudio Santini</em></p>
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		<title>Calzoni Rosso Gae</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Gae Aulenti]]></category>
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		<description><![CDATA[
In calzone rosso e con la giusta andatura per accendersi una sigaretta prima di prendere il Freccia Rossa da Bologna a Milano. Gae Aulenti mi ricorda il suo ago Rosso, puntato là con forza dove la consuetudine voleva monumenti pesanti e celebrativi. Un ago per ricordare la manualita&#8217; che sta dietro il Fenomeno, la Moda, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/phpYVXLdvAM.jpg.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-721" title="phpYVXLdvAM.jpg" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/phpYVXLdvAM.jpg.jpeg" alt="" width="400" height="300" /></a></div>
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<p>In calzone rosso e con la giusta andatura per accendersi una sigaretta prima di prendere il Freccia Rossa da Bologna a Milano. Gae Aulenti mi ricorda il suo ago Rosso, puntato là con forza dove la consuetudine voleva monumenti pesanti e celebrativi. Un ago per ricordare la manualita&#8217; che sta dietro il Fenomeno, la Moda, quella degli anni in cui si celebravano griffe e i designer erano anche nelle fabbriche e gli architetti nei cantieri.<span id="more-772"></span></p>
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<p>Gae Aulenti l&#8217;ho incontrata pimpante che saliva le scale di Palazzo Grassi a Venezia, durante la presentazione della mostra sul Futurismo (e io tentavo di fare un servizio commissionato da nessuno…). C&#8217;era l&#8217;Avvocato, ed erano tutte due molto allegri, futuristi anch&#8217;essi in quel loro credere in paradigmi novecenteschi che sarebbero stati spazzati via. Nè bene, né male, semplicemente il tempo. Chiome diverse, in ingrigimento progressivo ostentate però con baldanza, a pensarci.</p>
<div id="_mcePaste"><a href="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/Gae-Aulenti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-773" title="Gae Aulenti" src="http://parlamidicase.com/wp-content/uploads/2010/02/Gae-Aulenti.jpg" alt="" width="155" height="299" /></a>Incontrando lei tra le pensiline (ci sta bene Gae tra le pensiline, pensavo) mi e&#8217; venuto da chiederle che cosa ne pensa di due cose (il treno sarebbe partito di lì a poco): di come vanno le cose tra progettisti di mobili e progettisti di città. &#8220;Parli lei, le dica lei queste cose&#8221;, sorride alzando un po&#8217; le sopracciglia, &#8220;io non posso, se le dico io suona male, si direbbe superata?, sa l&#8217;età, per quello parlo così&#8221; aggiunge &#8220;e invece no, non e&#8217; per quello, io continuo a lavorare -- e penso -- e non c&#8217;entra l&#8217;età, la COMUNICAZIONE ha preso il sopravvento su tutto&#8221; -- cioè dico io -- &#8220;vuol dire che sono tutte apparenze? Simulazioni di fatti? Fiere, piani per la città, progetti per le aziende?&#8221; cioè siamo sommersi di cose che hanno perso il &#8220;tenore cosale&#8221; come direbbe l&#8217;altro veneziano sindaco Cacciari? &#8220;Ma l&#8217;ha visto lei il verde?&#8221; E non faccio a tempo a dire quale, perché mi verrebbe d&#8217;aggiungere quello da propaganda dei nuovi architetti da convegno. Impegnatissimi, forse farebbero anche gli ospiti a Sanremo se non ci andasse Clinton. E il verde fa consenso.</div>
<p><em>Rosanna Brambilla</em></p>
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